L’episodio della scorsa settimana di The Flash – la nostra recensione QUI – si era concluso con la rivelazione al resto del Team Flash da parte di Barry della profezia fattagli dal Monitor: lui è destinato a morire durante l’imminente Crisi, l’unica linea temporale che sopravviverà infatti sarà quella in cui lui perirà.

A Central City intanto era arrivato un nuovo audace Harrison Wells, detto Nash, alla ricerca di un misterioso elemento multiversale mentre una serie di strani omicidi avevano condotto Barry a sospettare di Ramsey Rosso che come ben sappiamo, nel tentativo di trovare una cura alla sua malattia, si era iniettato della materia oscura ottenendo dei terribili ed instabili poteri.

Proprio da Rosso riparte l’episodio di questa settimana, il quarto di questa sesta stagione, intitolato There Will Be Blood.

Il giovane dottore è ossessionato dal trovare una cura alla sua condizione e continua i suoi folli esperimenti mentre Barry deve gestire le diverse reazioni alla sua confessione dei vari membri del Team Flash. Quello che sembra averla preso peggio è Cisco per questo Barry decide di dargli un obbiettivo: trovare una cura per Rossmo.

I due verranno aiutati da Nash Wells il quale suggerisce di rubare un siero sperimentale e che in cambio chiede l’aiuto di Cisco per costruire un congegno. La missione avrà successo ma Cisco tratterà inizialmente il siero per sé giungendo ad un aspro confronto proprio con Barry sulla decisione di non tentare di cambiare il corso degli eventi e della Crisi.

Barry consegnerà quindi il siero a Rosso che però non servirà a molto. Il dottore quindi in colto dalla frustrazione ha il proverbiale colpo di genio capendo come stabilizzare i suoi poteri anche se questo lo costringerà a rivelare a Flash e Frost la sua vera natura.

Si salva davvero poco di questo There Will Be Blood, episodio tanto scontato quanto stucchevole in alcuni passaggi.

Dopo averlo presentato in sordina, il villain del dottor Ramsey Rosso prende il centro della scena qualificandosi come tale anche agli occhi del Team Flash. È lecito quindi aspettarsi che dopo questa fase di “studio” lo scontro entri nel vivo nei prossimi episodi anche se l’attenzione rimane sempre focalizzata sulla Crisi.

La rivelazione di Barry serve agli sceneggiatori per appoggiarsi su uno dei lati da sempre meno convincente della serie ovvero quello drama.

Se la prima parte dell’episodio soffre di una pigrizia propedeutica alla rivelazione del villain, la seconda parte invece è flagellata dal confronto fra Barry e i vari personaggi che esprimono un cordoglio francamente eccessivo e forse un po’ prematuro per la scomparsa di Barry.

L’idea di buttarsi sul lato emozionale non è sbagliata attenzione, sono sbagliati infatti i tempi. Era lecito aspettarsi questa scelta infatti più a ridosso del crossover il che ne avrebbe sicuramente amplificato l’hype e le aspettative.

Più che correre questa sesta stagione sembra trascinarsi stancante fra stilemi triti e ritriti, e che soprattutto non hanno mai funzionato, anziché approfondire quelli aspetti sci-fi ancor prima che supereroistici che hanno fatto la fortuna delle due passate stagioni.

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