De Il Confine si parlava ormai da qualche anno, comprese le voci fra gli addetti ai lavori, e ora finalmente la serie vedrà la luce con i primi tre volumi presentati in anteprima a Lucca Comics and Games 2019 e che usciranno poi bimestralmente a partire da fine novembre.

Un progetto ambizioso, etichettato come serie-evento seguendo il più classico e moderno stilema della serialità televisiva più d’avanguardia, ma che in realtà vuole travalicare il medium fumetto per espandersi in romanzi, videogiochi e giochi di ruolo e chissà magari arrivare anche in televisione o al cinema vista la recente esperienza di Monolith firmato proprio da Mauro Uzzeo.

Alpi al confine tra Italia e Francia: un pulmino che trasporta una classe di adolescenti in gita scolastica sparisce all’improvviso senza mai arrivare a destinazione. Sulle tracce dei ragazzi ci sono due detective: Laura Denti, un’agente dell’Interpol specializzata nel ritrovare persone scomparse, e Antoine Jacob, il massimo conoscitore di quelle montagne, ritira­tosi fra i boschi per non avere più a che fare con gli esseri umani.

Si pensa che il pulmino sia stato travolto da una valanga ma per una disgrazia che coinvolge uno dei giovani abitanti della cittadina, il veicolo invece verrà ritrovato distrutto e senza nessuno dei passeggeri al suo interno o nelle vicinanze. Come ci è finito lì il pulmino e cosa l’ha ridotto così?

L’unico indizio è l’autista che, in evidente stato confusionale, viene catturato mentre corre nudo nei boschi. Cosa ha visto di così terribile da sconvolgerlo al tal punto da fargli perdere il lume della ragione?

I due ideatori e scrittore della serie, Mauro Uzzeo e Giovanni Masi, non hanno mai fatto mistero su quali fossero le fonti di ispirazione de Il Confine che si sarebbe mossa in bilico fra Lost e Twin Peaks.

Ed effettivamente i connotati di queste due serie televisive che hanno a loro modo segnato quel medium in epoche diverse ci sono tutti e sono evidentissimi ma c’è anche altro in questo primo numero.

C’è una raffinatezza di fondo in questo thriller che affonda le sue radici per ritmo e incipit in una certa letteratura nordeuropa ma anche tutta nostrana, alla Camilleri verrebbe da pensare, se non altro perché alla vicenda spaventosa e dai contorni senz’altro inusuali si contrappongono questi due investigatori così diversi eppure così estremamente umani, troppo umani verrebbe da dire.

Un thriller tanto esoterico quanto concreto e fumettisticamente parlando vicino ad una certa produzione francofona o a certi seinen firmati da Jiro Taniguchi più che a quella americana o italiana tradizionale.

E’ ovviamente un inizio intrigante che fornisce più domande che risposte ma che soddisfa anche chi come chi vi scrive non è avvezzo a questo tipo di narrazione eppure ne risulta immediatamente coinvolto grazie all’ottimo lavoro alla sceneggiatura della coppia di autori che hanno in mente una storia ben strutturata e soprattutto curata nei minimi dettagli anche perché proprio nei dettagli sta il diavolo e Il Confine sembra essere una storia “diabolica” perché ogni minimo particolare potrebbe essere fondamentale alla fine (?) per percorso.

Prova maiuscola di Giuseppe Palumbo alle matite che sviscera la sceneggiatura ricavandone quella tensione di fondo che permea tutto il volume fino alle pagine finali “rivelatorie” muovendosi con duttilità da un tratto più solido e legato alla tradizione italiana ed uno più scattante che si rifà a quella americana classica di fine anni ’70 e anni ’80.

Non è tanto nel tratto, impeccabile, che il disegnatore si esalta quanto nell’utilizzo delle inquadrature, del ritmo – molto “televisivo”, basti vedere l’incontro fra le due squadre di investigatori – e della prossemica dei personaggi forse vero elemento chiave, graficamente parlando, di questo primo volume.

Ottimo il volume confezionato dalla Sergio Bonelli Editore con un ricchissimo apparato redazionale in cui gli autori racconto retroscena sulla serie e sulla lavorazione di questo primo volume.

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