Per tutta la sua vita, Grant McKay ha combattuto contro la conformità, preferendo l’anarchia alla sottomissione. Ora, con la realtà che vacilla per le scosse di assestamento del Pilastro, ogni scelta che Grant fa potrebbe essere la sua ultima. I personaggi di questa pazza storia si dirigono verso la loro ultima avventura: a volte la nostra vita si riduce a un momento, una scelta. Questo è quel momento per Grant McKay. La Lega formata da scienziati, moglie e figli si lancia all’attacco in attesa di un’avventura che decreti un finale.

Siamo finalmente alla fine delle avventure di Grant McKay, lo scienziato che con le sue gesta (e per le sue velleità) ha modificato per sempre l’Omniverso. Questo volume edito da Bao Publishing, infatti, raccoglie gli ultimi numeri della serie regolare USA, ovvero i numeri da 39 a 43.

Anche in questo brossurato i personaggi sono il perno fondamentale (nel bene, ma soprattutto nel male) di questa storia di Rick Remender, che conferisce loro un realismo nei comportamenti che ce li fa amare e odiare perchè ce li rende veri; in questo volume, soprattutto, vedremo la dicotomia tra Grant e Kadir, ma purtroppo le conseguenze delle loro liti avranno delle ripercussioni funeste non solo per chi li circonda, ma anche e soprattutto per coloro che vivono in altre dimensioni. Rimangono ovviamente le tensioni date dagli eventi in cui i personaggi sono coinvolti, ma anche la battaglia finale sarà solo uno spunto per mostrare ancora come siano i personaggi gli artefici del loro destino…

Anche se le tensioni familiari accumulate da McKay e da sua moglie nel corso del tempo sembrano essere giunte ad una conciliazione, infatti, nulla è mai come sembra in questa serie, e McKay si dimostra spesso colui che può rovinare comunque ogni cosa, come scoprirete nel finale di questa lunga e triste avventura, in cui il caos la fa da padrone, ed in cui spesso è stato difficile districarci (anche se in questo ultimo volume Remender è stato molto più lineare rispetto al solito).

Come ormai di consueto per questa serie, i dialoghi sono ridotti all’essenziale e molto asciutti, lasciando alle tavole la narrazione, che ne guadagna in dinamicità a dirla tutta.

Un’altra caratteristica che fa di Black Science una delle migliori serie americane (ma anche una delle serie a fumetti in generale) da avere assolutamente è data del resto proprio dai disegni dell’italiano Matteo Scalera, con la sua arte piena di spigolosità che riesce a rendere la serie ancora più dinamica e spettacolare da leggere mantenendo comunque una costruzione regolare (ma mai banale) delle tavole. Il suo tratto dinamico, così particolare in un ambiente come quello USA in cui spesso si tende ad una futile omologazione, infatti, sottolinea, a favore del lettore, l’atmosfera di perdita e disperazione dei protagonisti; a questo vanno aggiunti i colori di Moreno Dinisio che ci regala anche in questo volume delle combinazioni suggestive.

Per quanto riguarda gli extra del volume, abbiamo le variant cover e alcune chine; nulla di straordinario rispetto ai soliti extra che troviamo nelle edizioni in volume dei comics.

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