Cosa succede se nel tuo catalogo hai due degli autori più “caldi” del momento nell’ambito del fumetto americano? La risposta è semplice: ti lecchi i baffi e pubblichi il lavoro che hanno firmato insieme.

Ed è esattamente quello che ha fatto saldaPress che, in concomitanza con Lucca Comics and Games 2019, ha dato alle stampe questo The Ghost Fleet – Il Convoglio Fantasma di firmato da Donny Cates e Daniel Warren Johnson.

Il Convoglio Fantasma è stato fondato nel 1815 quando l’esercito americano chiese aiuto al pirata Jean Lafitte per sconfiggere gli inglesi creando percorsi nascosti per trasportare munizioni e rifornimenti… ma non è questo l’inizio della nostra storia.

La nostra storia inizia quando, nel presente, un trasporto “eccezionale” del Convoglio Fantasma viene intercettato. È la prima volta che accade e il motivo è subito spiegato: Trace è stato tradito dal suo compagno Ward in cambio di una cura per la moglie Sara. No la nostra storia non inizia neanche così…

Inizia due anni dopo con Trace che risveglia nel deserto deciso a vendicarsi del tradimento di Ward che nel frattempo è diventato il direttore del Convoglio Fantasma ed è prezzolato segretamente dallo sboccato senatore Cohle.

La strada per la vendetta sarà polverosa come quella delle autostrade del sud degli Stati Uniti in cui Trace rivivrà alcuni drammatici momenti della sua amicizia con Ward e scopriremo dettagli del tradimento fra killer spietati, improbabili bande di bikers e inseguimenti al fulmicotone.

Ma soprattutto perché Cohle è interessato alla “merce” che il Convoglio Fantasma sta trasportando?

La rivelazione e il finale saranno apocalittici.

The Ghost Fleet – Il Convoglio Fantasma si riassume sostanzialmente nella dedica degli autori ad inizio volume – a Kurt Russell – e nella candida ammissione nell’intervista a fine volume di Donny Cates di amare John Carpenter.

Tutto l’immaginario del visionario regista è condensato nelle 200 pagine circa del volume ma c’è ovviamente molto, molto di più perché Donny Cates è un fuoriclasse è qui lo dimostra pur essendo un dei suoi primi lavori.

L’autore texano utilizza il background carpenteriano per imbastire una storia di vendetta e di redenzione in cui nulla è come sembra – dal motivo del tradimento di Ward fino alla vera natura di Cohle – e ogni decisione è tanto sbagliata quanto il folle e milleriano – nel senso di George Miller e del suo Mad Max – finale.

Cates costruisce un protagonista, Trace, cool ma non privo di contraddizioni e le cui certezze e convinzioni vengono messe a dura prova durante il suo cammino verso la vendetta mentre “l’antagonista” Ward sembra sin da subito colto nel bel mezzo di una serie di eventi più grandi di lui.

Il contrasto fra questi due punti di vista è il perno su cui Cates fa leva per costruire quindi il suo plot e la sua riflessione.

Poi c’è l’azione vera e propria protagonista del volume: sparatorie, inseguimenti con camion degni di un Fast and Furious qualsiasi, mexican stand-off che terminano a colpi di katana tutti amplificati dal budget illimitato che solo il fumetto può offrire.

E in questo senso Daniel Warren Johnson mostra in nuce quelle che saranno le caratteristiche che lo renderanno uno dei disegnatori più apprezzati e personali attualmente in circolazione.

Il suo tratto mellifluo, qui più che mai ispirato a quello del grande Paul Pope, ben si adatta all’azione sfrenata e alle trovate “fuori di testa” della sceneggiatura di Cates mentre le prospettive vengono piegate e distorte amplificando la portata delle suddette scene d’azione ma senza dimenticare né l’espressività dei personaggi né la costruzione della tavola che fa dello storytelling più puro il vero marchio di fabbrica del disegnatore.

Come sempre impeccabile la cura carto-tecnica del volume saldaPress che si segnala per il corposo apparato redazionale con sketch preparatori e una lunga intervista agli autori e per l’ottimo adattamento e traduzione.

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