La season premiere della sesta stagione di The Flash è stata un episodio abbastanza deboluccio – la nostra recensione QUI – che si è appoggiato prepotentemente sugli avvenimenti del season finale della passata stagione facendo però purtroppo affiorare il lato drama più melenso della serie coinvolgendo ora la coppia Barry/Iris ora quella Caitlin/Frost.

L’episodio in definitiva era riuscito più o meno a fare il punto della situazione riunendo i personaggi principali e mostrando il loro status quo ma più che sembrare un vero e proprio inizio la sensazione è stata quella di aver visto un piccolo, piccolissimo antipasto con tanto di apparizione finale del Monitor che preannuncia a Barry l’imminente Crisi in arrivo che avrebbe richiesto il suo estremo sacrificio.

Proprio da questa sinistra profezia riparte l’episodio di questa settimana intitolato A Flash of Lightning.

Barry e Iris sono ovviamente sconvolti dalla visita del Monitor e cercano così un “secondo parere” su quanto accaduto tuttavia il primo tentativo di Barry di viaggiare nel tempo fino alla data della sua morte fallisce con una pericolosa ferita da antimateria. A fornire aiuto prezioso sarà quindi Jay Garrick, il Flash di Terra-3, che riuscirà a far vedere, seppur solo con la mente, a Barry le conseguenze della Crisi.

Lo scenario che si presenta a Barry è ben più grave di quelli affrontati finora.

Intanto Joe e Cecille cercano di far convivere i loro ruoli seguendo il caso di una giovanissima meta-umana capace di manipolare le onde radio punta di un iceberg di una possibile organizzazione che sfrutta i meta. Caitlin invece lascia spazio a Fros con risultati non socialmente apprezzabili.

I difetti evidenziati nella season premiere della scorsa settimana riverberano tutti in questo A Flash of Lightning.

Troppi filoni narrativi e poco focus rendono l’episodio erratico seppur godibile e più scorrevole rispetto a quello della scorsa settimana ma ancora lontano dalle potenzialità che la serie ha espresso ad intermittenza l’anno scorso e benissimo invece due anni fa.

Se il volano dell’episodio sono ovviamente le conseguenze della profezia del Monitor su Barry, queste non riescono ad imporsi in termini di ritmo e attenzione anche a causa di una sceneggiatura che decide troppo frettolosamente di inserire nuovi elementi narrativi come quello legato alla misteriosa organizzazione che sfrutta i meta o ancora cedendo al comic relief della sotto trama di Frost che spezza la tensione nei momenti meno opportuni.

Le sorti dell’episodio non sono risollevate neanche dalla guest star John Wesley Shipp che ritorna nei panni di Jay Garrick.

Impalpabili anche le incursioni nella trama di Ramsey Rossmo e i suoi tragici esperimenti sulla materia oscura.

È comprensibile come showrunner e sceneggiatori non vogliamo “bruciarsi” tutti gli elementi legati al crossover Crisi sulle Terre Infinite tuttavia la lentezza di questi primi due episodi è a tratti snervante affossando la qualità di una serie che non ha mai eccelso in termini di brillantezza e scelte narrative.

La speranza a questo punto è che questa partenza al rallentatore comporti un progressivo ma sostanziale aumento del ritmo con il crossover che prenda il sopravvento sulle trame in maniera decisa offrendo finalmente qualche spunto interessante.

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