Avevamo lasciato un anno fa Il Pianeta dei Morti su una nota drammaticamente malinconica con Dylan Dog Speciale 32 – la nostra recensione QUI.

Il futuro, concepito ormai parecchi anni fa da Alessandro Bilotta, aveva visto unirsi ai Ritornanti – o morti viventi coscienti per rendere più semplice l’idea – gli Immemori, individui che grazie alla droge e a luoghi fortificati dette Oasi cercano di allontanarsi dagli orrori del quotidiano, e fra cui Dylan si era infiltrato per scoprire i segreti del loro fondatore Werner. Lì Dylan aveva reincontrato la sua prima cliente, Sybil Browning, con la quale aveva stretto una relazione tuttavia ben l’idea che quella non fosse una “vita vera” aveva iniziato a farsi largo nella sua mente stuzzicata anche dal “filosofo” Herbert Simon.

Questa figura squilibrata ben presto non si era rivelata come Xabaras, la nemesi di Dylan, il quale ha un unico scopo: la vita eterna. Per farlo era divenuto leader di un gruppo chiamato i Flagellanti disposti a tutto per ottenerla anche ad iniettarsi il sangue dei ritornanti per ottenerla. Lo scontro era terminato con un Dylan esanime e con uno Xabaras morente colpito da un ragazzo, Goodwyn Dog, il figlio che Dylan avrebbe avuto da Sybil e che non aveva mai conosciuto.

L’ultimo indizio lasciato a Dylan da quello scontro era un nome, quello di una località, Undead.

Saluti da Undead è infatti il titolo di questo Dylan Dog Speciale 33.

Cosa si cela dietro la putrescente quotidianità di Rufus e della sua famiglia abitanti della piccola Undead? Quando uno dei giovani appartenenti di questa comunità giunge per caso nella mani della polizia, l’Ispettore Osmond chiede a Dylan di infiltrarsi in questa singolare cittadina se non altro per scoprire come è possibile che esistano morti viventi così civilizzati.

Dylan inizia a sospettare che dietro ci siano i Flagellanti tuttavia il vero “mandante” si rivelerà un’altra vecchia, vecchissima conoscenza di Dylan.

Con questo Dylan Dog Speciale 33, Alessandro Bilotta si allontana sensibilmente da quella che era la trama “orizzontale” del suo Il Pianeta dei Morti confezionando un albo che ne riprende sì il filo narrativo principale ma assume una forma decisamente più rarefatta e intima.

Non me voglia lo scrittore ma mi è parsa quanto mai evidente come la conclusione di Mercurio Loi, o meglio il suo percorso narrativo, abbiano influenzato in qualche modo questa sceneggiatura. Vi sono alcuni elementi ormai divenuti caratteristici della scrittura di Bilotta ben evidenti – ad esempio la seduta psicanalitica – mentre il protagonista sfuma divenendo parte integrante di una vicenda che dal grottesco passa all’orrore ritornando al grottesco fino al malinconico.

Bilotta si/ci interroga: c’è vita dopo la morte? c’è vita nella vita? Il quotidiano è davvero la morte della vita? I sogni sono davvero l’unica via di fuga?

In questo viaggio surreale le matite di Paolo Bacilieri calzano a pennello. Le anatomie tondeggianti e cartoonesche sono surreali e donano un ulteriore strato di instabilità alla storia. Bacilieri si concentra molto sulle espressioni, spesso volutamente esagerate, e sulla prossemica dei personaggi pur non rinunciando né ai momenti d’azione né ad un certo contenuto “grafico”. La tavola è costruita in maniera ordinata e tipicamente bonelliana quasi a voler dare un tocco di normalità e regolarità dove nulla è come sembra.

Dylan Dog Speciale 33 – Saluti da Undead è sicuramente un albo meno “scoppiettante” rispetto ai suoi precedenti ma non meno incisivo o profondo.

Merito al team editoriale SBE che, albo speciale dopo albo speciale, riesce ad affiancare sempre disegnatori di primissimo piano e assolutamente azzeccati ad Alessandro Bilotta. Come sempre menzione d’onore alla copertina di Marco Mastrazzo particolarmente ironica ed ispirato in cui il copertinista piemontese mostra anche una evoluzione, in senso più personale, del suo stile sempre evocativo.

telegra_promo_mangaforever_2

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui