Black Lightning arriva da una seconda stagione che anziché capitalizzare su quanto di buono fatto vedere nella prima stagione aveva mostrato una indecisione di fondo che ne aveva di molto abbassato la qualità.

Nel season finale della seconda stagione – la nostra recensione QUI – la minaccia rappresenta da Tobias Whale, villain mai troppo convincente nel corso delle due stagioni, era stata definitivamente eliminato dopo che il suo piano per diventare un trafficante di meta-umani era andato in fumo.

Tuttavia proprio la scoperta degli esperimenti sulla popolazione di Freeland e la sua crescente popolazione meta avevano attirato l’attenzione della misteriosa agenzia ASA e del criptico Agente Odell mentre all’orizzonte si era stagliata la minaccia della nazione “canaglia” Markovia anch’essa impegnata in un programma di sviluppo di agenti meta-umani.

Da qui riprende la terza stagione con la season premiere intitolata “The Book of Occupation, Chapter One: Birth of Blackbird”.

Freeland è ormai una zona militarizzata. L’ASA monitora qualsiasi tipo di attività meta-umana e i soggetti vengono raccolti in speciali complessi per essere studiati e “protetti” dalle incursioni Markoviane. Anche Jefferson ha passato del tempo in una di queste strutture ma ora è pronto ad uscire proprio quando la tensione sulle strade è al massimo e Anissa ha assunto l’identità della vigilante Blackbird.

Mentre Jefferson inizia a sospettare che i test condotti su di lui e sugli altri meta servano per aumentarne le capacità, l’Agente Odell interroga Whale sulla famigerata valigetta rivelando la verità non tanto sul suo contenuto quanto sul ruolo di Odell stesso.

“The Book of Occupation, Chapter One: Birth of Blackbird” è una solidissima season premiere che recuperando quelle che erano state le conseguenze del season finale della passata stagione smorza i difetti, ormai cronici, della serie.

Si tratta in definitiva di solidificare il nuovo status quo rappresentato dal concetto stesso di meta-umani e dal contrasto fra la Markovia e il Governo rappresentato dall’Agente Odell.

In questo contrasto la sceneggiatura fa un discreto lavoro nell’evidenziare una serie di sfumature di grigio rappresentate da un lato dallo ruolo dello stesso Odell e dall’altro dal malcontento della popolazione metafora della situazione socio-politica attuale.

Nel mezzo si riprende anche il filo dei vari protagonisti con al centro dell’attenzione soprattutto Anissa e Jennifer che affrontano la situazione d’emergenza in maniera diametralmente opposta e con la seconda i cui poteri crescono ogni giorni di più.

Leggermente defilato invece Jefferson ma comprensibilmente visto anche l’intento decisamente preparatorio dell’episodio.

Non c’è nulla che non vada in questa season premiere se non forse la mancanza di un pizzico di personalità e la sensazione che la serie possa dare decisamente di più. L’indicazione positiva per il proseguimento della stagione tuttavia sembra esserci ed è l’equilibrio fra la componente più classicamente supereroistica/sci-fi e quella più sociale della serie: se si riuscirà a mantenerlo potremmo finalmente avere una stagione godibile contando anche che Black Lightning comparirà nell’evento crossover Crisi sulle Terre Infinite il che potrebbe essere anche un’ottima spinta in termini di visibilità per la serie stessa ma anche in termini di eterogeneità delle sceneggiature.

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