Avevamo lasciato Riverdale con il season finale della terza stagione – la nostra recensione QUI – scoprire da un lato il vero deus ex machina della cospirazione del Gargoyle King, ovvero Penolope Blossom e a sorpresa il figlio Jason – e dall’altro vedere svanire nel nulla la misteriosa Fattoria, copertura per un traffico di organi illegali, mentre Hiram Lodge era stato incastrato uscendo, forse definitivamente, dai giochi.

La stagione era alla fin dei conti riuscita ad essere coerente anche senza temere di recuperare elementi dalle passate stagioni pur evidenziando qualche passaggio a vuoto dovuto con tutta probabilità all’eccessivo numero di episodi.

La season premere di questa quarta stagione intitolata In Memoriam si apre con l’estate in città e i preparativi per la parata del 4 luglio. La nuova aria di pace e tranquillità viene purtroppo interrotta da un nuova tragedia: Fred Andrews è stato investito ed è morto.

Archie è ovviamente devastato e un incubo in cui compare il nonno lo convince a recuperare il prima possibile il corpo del padre.

Il ragazzo non solo deve rivivere la tragedia, incontrando anche la donna che il padre ha salvato facendosi investire, ma incontrerà anche l’uomo che l’ha investito: la verità sull’incidente però non avrà a che fare né con cospirazioni né con inquietanti misteri.

Il ritorno in città sarà quindi dolce-amaro e scandito dal necrologio scritto dalle sapienti mani di Jughead.

C’è poco da fare quando showrunner e sceneggiatori si concentrano senza troppi fronzoli e plot convulsi sul lato emozionale confezionando raramente episodi banali e mostrando così come Riverdale sia una serie una spanna sopra la media degli altri drama e teen drama.

In Memoriam è un episodio delicato, profondo, semplice. Una celebrazione del lutto che ha colpito la serie con la morte, improvvisa, di Luke Perry ma che riesce anche a scavare nel concetto stesso offrendone una visione universale.

La vita di Fred Andrews allora rivive nei ricordi dei protagonisti e nell’intenzione di Archie di onorarla diventando un uomo migliore mentre i quattro giovani attori offrono una prova maiuscola omaggiando il veterano attore che li ha accompagnati nelle tre stagioni precedenti.

Da segnalare anche la guest star d’eccezione ovvero Shannon Doherty – Brenda di Beverly Hills 90210 – con un piccolo cammeo che riforma, seppur idealmente, una delle coppie storiche della TV anni ’90.

L’episodio è ovviamente lontano da quelli che erano stati gli elementi lasciati in sospeso dal finale della scorsa stagione – la sequenza in prolessi con la scomparsa di Jughead – ma non per questo meno efficace dando subito il via alla stagione in maniera solenne ed incisiva.

In tal senso l’episodio parrebbe anche segnare un netto punto di svolta rispetto alle caratterizzazioni, soprattutto di Archie, della passata stagione che spesso erano sembrate un po’ forzate. Resta da vedere ora come verrà gestita questa quarta stagione in termini di ritmo e struttura dato che quella precedente, in termini di mini archi narrativi, era andata molto bene soffrendo invece sulla lunga distanza. Le aspettative rimangono comunque alte.

Una season premiere che farà scendere qualche lacrimuccia e testimonia la genuinità della serie.

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