Avevamo lasciato Titans la scorsa settimana con il viaggio compiuto nel passato fino al primo incontro fra la prima incarnazione dei Titans, il Dr Light e soprattutto Deathstroke assistendo alla tragedia che aveva in qualche modo segnato il passaggio all’età adulta dei giovani eroi: la morte, o meglio l’omicidio per mano dello stesso Deathstroke, di Garth/Aqualad, episodio che aveva per altro portato ad altri strascichi non ancora chiariti – la recensione dell’episodio QUI.

Nel presente avevamo invece lasciato Jason in mano a Deathstroke e al Dr Light. Il ragazzo era caduto nella trappola tesa dal mercenario mentre Gar era riuscito ad avvertire Dick e il resto dei Titans.

Il piano di Deathstroke è semplice, brutale e lucidissimo: usare Jason con leva e scambiarlo con la figlia Rose.

All’interno dei Titans si apre quindi una nuova frattura. I vecchi membri sono indecisi sul da farsi con Hank voglioso più che mai di eliminare definitivamente il vecchio nemico pur sacrificando la ragazza, fra i nuovi il triangolo Rachel-Rose-Gar esplode quando la prima rinfaccia al ragazzo della situazione mentre Gar le rinfaccia di non essere in grado di contenere i suoi poteri.

Intanto Kory arriva alla Titans Tower proprio quando Rose, capendo che potrebbe essere “sacrificata” decide di fuggire. Lo scontro con Rachel le sarà quasi fatale… quasi…

Dick decide quindi di mettere in atto un piano sperando di ingannare Deathstroke, in realtà il suo è un doppio gioco che sembra avere risvolti tragici.

Continua il filotto positivo di episodi per Titans che con questo quinto episodio, intitolato enfaticamente Deathstroke, sembra aver trovato un giusto equilibrio fra le sue varie “anime” senza però rinunciare né all’azione né allo sviluppo dei personaggi.

In questo senso ad uscirne galvanizzati sono soprattutto il villain Deathstroke – estremamente efficace il suo tempo sullo schermo pur non essendo moltissimo – e Dick qui in versione decisamente batmaniana nel finale tanto quanto impegnato nel ruolo di leader di una riluttante squadra di eroi per tutto l’episodio.

C’è anche spazio per Rachel con la sua sottotrama che sta prendendo corpo lentamente ma in maniera decisa mentre, come già accaduto in passato, il miglior dialogo dell’episodio è quello fra Hank e Dawn, anime “tragiche” loro malgrado.

Pur soffrendo di una parte iniziale un po’ lenta, Deathstroke riesce a creare la giusta tensione in un crescendo che sfocia nell’ottima scena d’azione finale con il combattimento a tre fra Deathstroke, Dick e Kory – ben coreografato e baciato da un uso degli effetti speciali parsimonioso e efficace – e soprattutto nel già menzionato, e potenzialmente devastante, finale.

In definitiva questo quinto episodio conferma un salto di qualità netto per la serie che sembra aver fatto tesoro delle critiche della passata stagione riuscendo anche a trovare il giusto compromesso sia per avere una propria autonomia narrativa sia metabolizzare il materiale originale di cui riprende per certi versi la vena più drammatica, strizzando l’occhio alla serie anni ’80, e più teen, strizzando l’occhio a quella di metà anni 2000.

Merito a showrunner e sceneggiatori di aver creato, soprattutto negli ultimi due episodi, un intreccio originale e imprevedibile.

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