Mondadori Comics ci propone la seconda e ultima parte di Cixi La Dama Dragone, opera di area bd incentrata sulla più celebre concubina della storia cinese. La vicenda, narrata da Philippe Nihoul, è ricca di intrighi e colpi di scena ed è perfetta per quei lettori che amano le avventure di ambientazione storica basate su complotti e macchinazioni. Come l’autore aveva chiarito nel libro precedente, Cixi è una bellissima ragazza di Pechino dal carattere ribelle e volitivo. Il padre la maltratta e inoltre ha la sfortuna di vivere in una società che considera le donne esseri inferiori, se non vere e proprie disgrazie.

Tuttavia, Cixi, consapevole della sua irresistibile bellezza, decide di farne uso, sobillata da Li, un giovane mendicante che per certi versi ha avuto una vita persino più difficile di quella di Cixi. Per poter salire di rango, infatti, ha addirittura accettato di diventare eunuco, rinunciando, quindi, alla virilità. Ma è l’unico modo che gli permette di entrare nella corte dell’imperatore e, una volta raggiunto il suo obiettivo, riesce a coinvolgere la bella Cixi.

Grazie ai suoi suggerimenti, quindi, la ragazza diventa la favorita dell’Imperatore e, con l’ausilio della sua perizia sessuale, riesce a circuire e dominare un uomo non privo di debolezze. Lo scopo è ottenere il potere e a un certo punto Cixi riuscirà nel suo intento, con esiti devastanti per la Cina. Nihoul descrive in maniera efficace una società in cui il sesso è un’arma politica da utilizzare senza scrupoli. Evidenzia le disparità sociali e sessuali e l’intrinseca ingiustizia di un paese che non tutti considerano civile, a cominciare dagli inglesi che in diverse occasioni si confronteranno con abitudini e costumi da loro definiti barbari.

Se nel primo capitolo avevamo avuto modo di vedere Cixi come una donna cinica e infida, in questa seconda parte Nihoul ce la presenta in una versione realmente spietata. Dopo aver raggiunto il potere, non esita a ricorrere a qualsiasi mezzo per mantenerlo, sempre consigliata da Li che, in un certo senso, gioca il ruolo del suo manipolatore. Tra intrighi di palazzo, inganni e situazioni degne di un dramma teatrale, Nihoul ci descrive una donna priva di affetti, pronta persino a distruggere il proprio figlio perché le esigenze della politica lo richiedono.

Pur essendo malvagia, Cixi è costretta a comportarsi in modo crudele, dal momento che vive in un contesto di minaccia costante. E le minacce sono rappresentate dagli inglesi, da una comunità di manciù divenuti cattolici, dalle concubine che tramano contro di lei. Cixi deve, quindi, difendersi, alla stregua di una belva insidiata dai predatori. Nihoul ha la capacità di esprimere in maniera efficace questa atmosfera psicologica, fatta di sangue e di ambizione sfrenata, e scrive testi e dialoghi profondi e curati.

Anche stavolta il bravissimo Fabio Mantovani si è posto il non facile compito di illustrare la magnificenza della Cina Imperiale. Il suo stile è naturalistico e dettagliato e ogni vignetta è impreziosita da particolari infinitesimali che hanno del prodigioso. Vale specialmente per le sequenze ambientate nella maestose abitazioni di Cixi, ma pure per la raffigurazione dei costumi d’epoca, delle armi, degli arredi, delle decorazioni e degli splendidi paesaggi naturali che a volte fanno da sfondo alla narrazione. Riesce, inoltre, a evocare con maestria la sensualità di Cixi e delle cortigiane ed è abilissimo nella rappresentazione dei corpi femminili.

In una delle ultime pagine Mantovani si collega poi alla tradizione illustrativa cinese ottocentesca, facendo sfoggio di un tratto fluido, pulito, essenziale, dotato di notevole raffinatezza. Inoltre, i primi piani di molte vignette gli consentono di esprimere le aggressive emozioni che animano tutti i personaggi.

Bisogna, infine, menzionare i colori dello stesso Mantovani. In genere opta per tonalità cupe e ombrose, in linea con l’atmosfera torbida e inquietante della storia, ma non mancano sfumature vivide, quasi psichedeliche, presenti nelle sequenze più estreme e violente.

Insomma, Tseu-Hi La Dame Dragon è da tenere d’occhio ed è senza dubbio una delle migliori opere finora pubblicate in questa collana.

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