Come ho scritto in varie occasioni, la collana Marvel Legends è interessante e propone albi di rilevanza storica con allegata una placca metallica da collezione che riproduce la copertina originale. Ha, tuttavia, il grave difetto di presentare quasi sempre episodi che fanno parte di saghe lunghe e complesse e leggere un singolo capitolo non rende loro giustizia. Ciò vale doppio per questa uscita che propone il n. 114 di New X-Men.

A scriverlo è Grant Morrison, uno degli autori più trasgressivi e folli del comicdom. Quando la Marvel dichiarò che il provocatorio autore di Animal Man, Arkham Asylum, Invisibles e altri capolavori si sarebbe occupato della celebre squadra mutante della Casa delle Idee, i lettori impazzirono. Fino a quel momento Morrison aveva prevalentemente lavorato per la DC e alla Marvel, insieme a Mark Millar, aveva solo realizzato la miniserie Skrull Kill Crew.

L’ispirazione dell’autore di Glasgow era davvero strampalata per gli standard della Casa delle Idee e nel giro di poco tempo lo dimostrò. Gli venne assegnato il comic-book X-Men che però cambiò subito nome in New X-Men, allo scopo di far comprendere che con lui le cose sarebbero cambiate radicalmente. E così fu. La sua lunga run suscitò un putiferio e i fan si divisero. Alcuni accettarono con entusiasmo le idee di Grant, altri le detestarono.

In questo primo episodio si creano le premesse di una story-line che, almeno all’inizio, è incentrata sulla minaccia delle robotiche Sentinelle. Viene introdotto però un nuovo, inquietante personaggio: Cassandra Nova, perfida e sadica scienziata che dichiara di essere sorella del Professor Xavier. La donna ha pessime intenzioni nei confronti degli homo superior e, se è per questo, la situazione dei mutanti è preoccupante. L’isteria anti-mutante dilaga e la Bestia ha fatto una sconvolgente scoperta: gli individui con un gene x stanno aumentando esponenzialmente e nel giro di un decennio diventeranno più numerosi dei semplici esseri umani. Cosa accadrà quando questa notizia diventerà di pubblico dominio? Cassandra Nova pare esserne al corrente e sta architettando qualcosa di orribile.

Morrison si concentra su un team composto da Ciclope, Emma Frost, la Bestia, Wolverine, Jean Grey e il Professor X e concepisce una trama influenzata dalla new wave fantascientifica britannica di scrittori come J.G. Ballard, dai toni cupi, non priva di sarcasmo e ironia, presenti soprattutto nei dialoghi. I testi sono, come di consueto, irriverenti, lirici e allucinati, in linea con la tipica espressività morissoniana, e questo primo episodio ha il pregio di incuriosire.

I disegni sono di un altro artista visionario, Frank Quitely, che aveva già collaborato con Morrison nella miniserie WE3 e che in seguito, sempre insieme a Grant, avrebbe realizzato lo stupendo All-Star Superman. Lo stile di Quitely è plastico e ciò che più colpisce è la caratterizzazione dei protagonisti: Charles Xavier ha qualcosa di effeminato e lezioso, Jean ed Emma sono meno sensuali del solito ed evocano forza e aggressività, Ciclope esprime freddezza, la Bestia ha un aspetto più animalesco che umano e Wolverine risulta davvero intimidente. I vari membri del team sono poi inguainati in tute aderenti che gli rendono meno supereroici e più assimilabili ad agenti di una task-force futuribile. Per ciò che concerne gli sfondi e le ambientazioni, la cura dei dettagli è maniacale.

Il n. 114 di New X-Men lasciò il segno, così come lo lasciò tutta la gestione morrisoniana. In seguito la Marvel, forse consapevole di avere esagerato, fece qualche passo indietro, modificando alcune delle idee introdotte dallo scrittore. Tuttavia, invenzioni come Cassandra Nova sono rimaste e ancora oggi vengono utilizzate nelle X-collane, a riprova del loro valore.

L’albo è da consigliare ma coloro che vogliono leggere il seguito saranno costretti a rivolgersi altrove.

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