Go Nagai Robot

Titans è stata una delle novità della scorsa stagione televisiva accolta in maniera decisamente positiva dai fan grazie alla presenza di personaggi di primissimo piano e anche soprattutto per un tono e ad una impostazione che si staccava in maniera decisa dall’altro universo televisivo basato sui personaggi DC ovvero il più sbarazzino Arrowverse targato The CW.

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La prima stagione aveva visto la giovane Rachel chiedere l’aiuto di Dick Grayson (Robin). La ragazza era infatti braccata da un misterioso culto e Dick aveva chiesto l’aiuto di alcuni dei suoi vecchi alleati per proteggerla. Questo tuttavia non era servito perché si era scoperto che la ragazza doveva fungere da tramite per l’arrivo sulla Terra del padre ovvero un demone distruttore.

Alla fine della scorsa stagione – la nostra recensione QUI – Rachel pur di salvare i suoi amici aveva aperto il portale permettendo a Trigon di entrare nel nostro piano della realtà.

Da qui riprende il primo episodio di questa seconda stagione intitolato proprio Trigon. Dick era stato il primo a fiondarsi nella casa dove Rachel era stata fatta prigioniera rimanendovi intrappolato e cadendo sotto i colpi del demone che, facendo leva sul suo lato oscuro, lo aveva fatto suo schiavo.

L’arrivo degli altri Titans era servito a poco: ad uno ad uno erano caduti anche loro. Anche Rachel alla fine sembra arrendersi al padre pronto a conquistare la Terra ma il provvidenziale intervento di Gar ristabilirà gli equilibri e Rachel potrà affrontare il padre.

Per questa nuova incarnazione dei Titans è tempo di voltare pagina attirando inevitabilmente l’attenzione di un vecchio nemico.

E’ decisamente un inizio di stagione anomalo questo Trigon che risulta frettoloso per certi versi e a tratti poco incisivo.

Da un lato è evidente come gran parte di questo episodio avrebbe funzionato meglio come season finale della prima stagione e la caduta degli eroi sotto l’influsso di Trigon avrebbe forse anche meritato più spazio fornendo spunti narrativi interessanti per un approfondimento su personaggi messi ad un certo la passata stagione. Tant’è che l’ascesa di Trigon è inversamente proporzionale alla sua caduta: se il villain viene letteralmente strapazzato, Rachel ne esce rafforzata – essendo stata trasformata nell’arma di conquista del demone, arma poi che gli si ritorce contro – pur richiedendo allo spettatore uno sforzo per comprenderne il cambiamento e la risoluzione della trama che aveva monopolizzato fino ad allora la serie.

Eliminato Trigon dalla scacchiera showrunner e sceneggiatori possono iniziare a gettare le basi per le nuove trame in cui sono fondamentali due guest-star da un lato quello che con tutta probabilità sarà l’antagonista principale di questa seconda stagione e dall’altro con l’ingresso in scena di Bruce Wayne con un Iain Glen che dona al personaggio una certa gravità ma sembra a tratti scimmiottare la voce di Kevin Conroy.

Spunti interessanti ce ne sono indubbiamente in questo episodio ma la partenza è più ancorata a quelli che erano stati i punti forti della passata stagione, comprese le atmosfere horror, anziché cercare subito di dare una sterzata verso nuovi lidi.

L’errore che Titans non può fare in questa seconda stagione è appoggiarsi ancora troppo ad un world-building che di fatto era stato la spina dorsale della prima stagione e iniziare davvero a concretizzare trame solide con uno sviluppo dei personaggi degno di nota.

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