Go Nagai Robot

Negli anni ottanta Jim Shooter, all’epoca editor in chief della Marvel, fece molto per svecchiare i vari mensili della Casa delle Idee, dando spazio ad autori spesso innovativi. Aveva un debole per le atmosfere noir e concesse ampia libertà creativa allo straordinario Frank Miller che fece di Daredevil un fumetto adulto e hard-boiled. La situazione dell’Uomo Ragno era più complessa. Si trattava di uno degli eroi di punta della Marvel e in passato non erano mancate storie sconvolgenti e a forti tinte come quella della morte di Gwen Stacy.

Go Nagai Robot

Ma era anche evidente che Peter Parker era coinvolto in vicende dai toni più scanzonati e solari. Dal momento che in quel periodo l’Arrampicamuri era protagonista di tre testate, Shooter decise di differenziarle. Amazing Spider-Man sarebbe stato caratterizzato da un’attitudine classica, grazie ad autori del calibro di Roger Stern e Tom De Falco; Web of Spider-Man doveva essere sempre classica ma aperta ad eventuali sperimentazioni.
Peter Parker The Spectacular Spider-Man, invece, si sarebbe discostata dal tipico Marvel style. In questo caso, il Tessiragnatele non avrebbe avuto a che fare con i soliti supercriminali, ma con nemici più realistici e cioè spacciatori, teppisti di strada e psicopatici. In tale contesto l’Uomo Ragno indossava il costume nero, più adatto alla crudezza delle vicende. L’idea era intrigante e il pubblico l’accettò con piacere, ma nessuno avrebbe sospettato che le storie scritte da Peter David per questa collana sarebbero state considerate vere e proprie pietre miliari del fumetto americano.

David si accingeva a occuparsi di Incredible Hulk e per ciò che concerne Peter Parker firmò avventure che sconvolsero i lettori. In particolare i nn. 107/110 del mensile entrarono nella leggenda poiché compongono la cosiddetta Saga del Mangiapeccati che Panini Comics propone in questo volume.

Almeno in principio, niente sembra cambiato. Peter Parker agisce come Uomo Ragno, collabora con il Daily Bugle e ha una storia con la splendida Mary Jane. Ma il contesto narrativo è diverso. Peter David ci presenta una New York sporca, opprimente, mutuata da un telefilm poliziesco o da un romanzo noir. E gli influssi del genere poliziesco sono notevoli. Qualcuno incomincia a compiere efferati omicidi e non si tratta di un supercriminale pacchiano come quelli che in genere si vedono negli albi Marvel. No, lui è il Mangiapeccati, un serial killer che uccide tutti coloro che, secondo la sua ottica deviata e distorta, sono, appunto, peccatori.

L’Uomo Ragno si trova, suo malgrado, costretto a investigare e rimane implicato in un universo esistenziale fatto di poliziotti corrotti, psicopatici, sacerdoti che nascondono orribili segreti. David farà addirittura morire un importante comprimario della serie e stravolgerà il rapporto di amicizia che lega l’Uomo Ragno e Devil, guest-star del n. 110. Testi e dialoghi sono intensi e incisivi, con battute passate alla storia, a cominciare da quella fulminante del ‘pazzo senza Dio’. Insomma, nelle mani di Peter David il comic-book diventa adulto e non certo rivolto a un pubblico di ragazzini amanti delle scazzottate tra buoni e cattivi.

I disegni sono di Rich Buckler che non è mai stato un virtuoso della matita ma che qui si dimostra funzionale e svolge un lavoro accettabile. L’impatto della Saga del Mangiapeccati fu enorme e successivamente David ideò un sequel, pubblicato nei nn. 134/136 di Peter Parker The Spectacular Spider-Man, anch’essi presenti nel volume, usciti in epoca De Falco. La minaccia del Mangiapeccati sembra essere stata vanificata, ma non è affatto così. David depista il lettore poiché all’inizio dà l’impressione di voler puntare sui classici scontri con i supercriminali e la presenza di Electro, notoria nemesi del ragno, parrebbe confermarlo. Ma è solo il pretesto che gli serve per riportare il protagonista in ambiti narrativi destabilizzanti e disturbanti.

Il Mangiapeccati, in effetti, non intende rinunciare alla sua agghiacciante ‘missione’ e le conseguenze saranno terribili. Anche in questo caso David scrive testi e dialoghi sublimi e si avvale del talento del grande Sal Buscema, nome storico della Marvel, che si inchiostra da solo e sfoggia uno stile essenziale e rarefatto, davvero suggestivo. Concludo, quindi, consigliando la lettura di questo volume che ha il merito di riproporre un gioiello della Marvel. Da non perdere.

COMMENTA IL POST