Una donna, famosa attrice dell’orrore, abbandona due gemelli appena nati alle cure della famiglia di suo fratello; ma Miso e Salsa di Soia, questi i nomi dei due bambini, crescono subendo soprusi ed angherie da parte dei loro familiari fino a che questi ultimi non li vendono all’impresario di un teatro per spettacoli Misemono, attrazioni esotiche e bizzarre. Sperduti nei quartieri del piacere i due ragazzi vengono accolti con molto affetto dal gruppo delle sventurate attrazioni che li ribattezzano presto Tomino e Katan, attrazioni con le quali per la prima volta nelle loro vite i gemelli sono finalmente felici.

Tuttavia, poco dopo i due fratelli sono separati contro il loro volere: l’impresario Won ordina a Tomino di accompagnare la ragazza polpo Elise, di cui diventa amica, presso la sede di un culto religioso fraudolento, mentre Katan purtroppo riporta gravi ustioni e ferite durante uno spettacolo e viene condotto in un’isola sperduta. Grazie all’aiuto di Aya, una ragazza che vive sull’isola dove ora si trova a soggiornare, Katan guarisce dalle ustioni subite e tenta una fuga per salvarsi; Tomino invece, nonostante l’amicizia di Elise, è tormentata dalla solitudine che la circonda e dalla distanza dal fratello, che crede non rivedrà più. Come se non bastasse, un incendio distrugge il teatro dei Misemono, ma in soccorso dei ragazzi arriva l’attrice Utako Utagawa, che ha abbandonato la carriera e li prende con sè.

Come probabilmente ricorderete, Suehiro Maruo è uno dei massimi esponenti del movimento culturale chiamato ero guro, volto nei vari campi (tra cui ovviamente il fumetto) all’esplorazione dei devianti, dei bizzarri e dei ridicoli, anche tramite la descrizione di una componente erotica.

In questo volume, tuttavia, Maruo conferma quanto già visto nel volume due, ovvero il quasi abbandono della componente erotica a favore di quella grottesca, che diventa, a causa delle vicende che accadono ai ragazzi che un tempo frequentavano il circo, il veicolo attraverso cui l’autore riesce ad affascinare il lettore, con situazioni bizzarre e spesso molto dure.

Anche in questo volume, infatti, l’attenzione si concentra solo sulle vicende personali dei protagonisti, non solo i due gemelli, ma tutti i ragazzi che si trovano ad affrontare una nuova vita, più “normale”, ma che deve sempre fare i conti con la diffidenza della gente. Senza contare che non tutti i ragazzi hanno avuto una sorte favorevole, e alcuni di loro, abbandonata una famiglia che li amava, non possono fare altro che scendere ancora di più nel buio della loro esistenza. Ma la speranza è data appunto da questo nuovo nucleo formato da persone che la gente disprezza nella quotidianità, ma che tra loro hanno rapporti sereni e felici.

Questa dolcezza è ben riflessa nelle pagine del manga, che grazie alle linee morbide e pulite ci racconta una storia cruda, ma che sembra sospesa in una dimensione onirica.

L’edizione italiana di Coconino Press-Fandango si dimostra all’altezza dell’opera pubblicata, con carta di qualità che rende al meglio le tavole. La copertina, sempre di cartoncino, è abbastanza resistente anche se il rischio piega è dietro l’angolo. Anche in questo volume si è mantenuta la scelta di non tradurre le onomatopee, lasciando l’impostazione originale delle tavole, ricorrendo a meno intrusive note a margine. Come nei volumi precedenti, anche in questo nessun approfondimento purtroppo. Il che è un peccato, dato che una delle caratteristiche più apprezzate delle opere pubblicate da Coconino è avere dei redazionali interessanti che aiutano ad inquadrare l’opera.

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