L’attesissima terza stagione della serie televisiva spagnola originale Netflix La Casa di Carta (qui trovate invece la mia recensione della stagione precedente) è finalmente disponibile per la visione da due giorni; anche in questo caso, tutti e 8 gli episodi sono stati rilasciati contemporaneamente, in modo da permettere ai fan più accaniti della serie di spararsela anche tuta d’un fiato.

Quanto invece allo scheletro della trama (non mi addentrerò nei dettagli per evitarvi spoiler, per cui mi limiterò in questa sede a menzionare soltanto eventi già mostrati nel trailer della terza stagione della serie, che potrete trovare poco più in basso), dopo essere riusciti a uscire vivi, anche se con qualche perdita, dal colpo alla Zecca di Stato spagnola, la banda dei Dalì si divide per cercare di continuare a sfuggire alle forze dell’ordine. Ma qualcosa va storto… Scopo della missione suicida questa volta non sarà quindi impossessarsi nuovamente di una quantità surreale di denaro (se magari ci si può pure arricchire ulteriormente però perché non farlo?), ma portare in salvo Rio, il quale è stato arrestato ed è tenuto prigioniero da qualche parte nel mondo, e di certo non se la sta passando bene…

RAGE AGAINST THE MACHINE

In molti hanno espresso la propria perplessità riguardo l’impiego nella serie dell’inno della Resistenza italiana al nazi-fascismo Bella Ciao (aspetto sul quale però mi concentrerò maggiormente in un articolo speciale da questo separato), tuttavia è facilmente comprensibile come mai questa scelta sia stata fatta: dal punto di vista dei rapinatori, infatti, in questa circostanza più che mai non si tratta, come ho già accennato, di sovvertire il sistema impossessandosi di una mole assurda di denaro stampato direttamente nella sede della Zecca di Stato spagnola, ma la lotta contro il sistema si manifesta, seppur sempre attraverso una rapina surreale, con uno scopo ben diverso: salvare un proprio compagno caduto nelle mani del nemico, un nemico che non si fa scrupoli anche nell’impiegare mezzi estremi come la tortura. La lotta è quindi contro un sistema corrotto che non si fa scrupoli nemmeno davanti a palesi violazioni dei diritti umani.

Ma questo è soltanto il punto di vista della banda: in realtà, si tratta semplicemente di un espediente narrativo utilizzato in realtà come un pretesto per mettere in piedi un altro colpo mai tentato prima. In breve, in questa terza stagione della Casa di Carta più che nelle due precedenti, è evidente il dualismo fra una facciata da rivoluzionari che lotta contro un sistema marcio fin dalle proprie fondamenta e l’impulso irrefrenabile di svaligiare le casse dello Stato, il che porta gli spettatori a chiedersi sempre più spesso: a questi ragazzi importa davvero lottare contro il sistema, o è solo una scusa per ammantare le proprie imprese con un velo di eroismo e non ammettere apertamente di essere soltanto dei rapinatori?

MI PIACE QUESTO PIANO E MI ECCITA FARNE PARTE: FACCIAMOLO!

Attaccare le casse dello Stato spagnolo, obiettivo primario delle prime due stagioni della Casa di Carta, diviene ora solo un espediente per fare un gran casino e attirare l’attenzione nuovamente sui Dalì, che dopo l’impresa alla Zecca di Stato sono divenuti particolarmente popolari e benvoluti fra la gente, mentre l’obiettivo principale è scoprire dove tengono prigioniero Rio e trovare un modo per poterlo finalmente liberare e far tornare insieme al resto della banda.

Non sarà certo una impresa facile, e oltre al necessario per poter effettuare questa ennesima rapina di dimensioni colossali vedrete anche un impiego maggiore rispetto alle stagioni precedenti di armi da fuoco ed esplosivi, il che rende la serie più vicina a genere più puramente action.

Quanto invece alla tecnica narrativa, si è optato anche questa volta per un ritmo frammentario, che vi porterà a frequenti salti temporali nel passato più o meno recente, i quali hanno lo scopo di rivelare piano piano, al momento opportuno, le radici di eventi che stanno accadendo nel presente. Questo fa in modo che il ritmo della narrazione sia sempre molto dinamico, davvero una scelta azzeccata per una serie televisiva di azione come questa.

Non mancheranno di certo i colpi di scena, sui quali, anzi, La Casa di Carta da sempre fa grande affidamento, tuttavia, come anche nelle altre due stagioni, è impossibile non notare alcune forzature, che rendono quindi la narrazione un po’ meno fluida e realistica di quanto invece si vorrebbe far credere.

CONCLUSIONI

Per quanto la serie spagnola originale Netflix sia un buon prodotto di intrattenimento e piacevole da guardare, grazie anche alle performance degli attori e al ritmo della narrazione sempre serrato, a causa delle forzature nella struttura stessa della narrazione si perde quel senso di realismo che invece ci si sforza di mantenere.

Il finale aperto lascia chiaramente intendere che è nei piani anche la realizzazione di una quarta stagione, per cui non ci resta che attendere maggiori notizie ufficiali a riguardo e un po’ di tempo per poter scoprire come se la caverà la banda dei Dalì, arricchita dall’arrivo di alcuni nuovi membri, ma che rischia seriamente di fallire nella propria grande impresa.

La terza stagione della serie spagnola La Casa Di Carta è disponibile, insieme alle due che la precedono, sulla piattaforma di streaming online a pagamento Netflix.

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