Tom King è una delle rivelazioni fumettistiche degli ultimi anni. Può essere considerato uno degli autori più trasgressivi e anti-convenzionali in attività e basta leggere opere dirompenti ed eversive come Sheriff of Babylon, Omega Men, The Vision e la sua attuale run di Batman per rendersene conto. Lion ha proposto anche un altro suo incredibile lavoro, Mister Miracle, miniserie di dodici numeri incentrata su Scott Free, l’artista della fuga creato dal leggendario Jack Kirby per la sua seminale Saga del Quarto Mondo.

Questo secondo volume include i numeri conclusivi della collana e di sicuro non si ha a che fare con le consuete atmosfere supereroiche. Mister Miracle è, infatti, un fumetto adulto e sofisticato che potrebbe essere messo sullo stesso piano di tante collane della defunta Vertigo. Non è neanche particolarmente facile poiché richiede concentrazione, dal momento che la scansione narrativa è molto sperimentale.

La trama si basa su una costante contrapposizione tra situazioni quotidiane e banali e altre caratterizzate da contesti visionari e immaginifici. Scott, alias Mister Miracle, viene descritto da King come un uomo confuso e vulnerabile che ha trovato faticosamente un suo equilibrio vivendo sulla terra con la consorte Big Barda. I due hanno concepito un bambino e Scott deve quindi affrontare le responsabilità derivanti dalla paternità e occuparsi di questioni normali come dar da mangiare al piccolo, farlo addormentare e pensare alle sue esigenze.
D’altro canto, però, Scott è un supereroe, sposato con una supereroina e per giunta figlio

del terribile e spaventoso Darkseid. Quest’ultimo è una presenza costante, una vera e propria ossessione che tormenta Scott e lo spinge a compiere azioni irrazionali. Come se non bastasse, dopo l’uccisione di Orion, Scott è diventato l’Alto Padre e non può trascurare una guerra tra Nuova Genesi e Apokolips. Scott è quindi un uomo diviso tra un’esistenza umana e convenzionale e un’altra caratterizzata da stragi, uccisioni ed esseri potentissimi e malvagi.

E cosa succede quando Darkseid decide di volersi occupare del nipote? Di tutto, come scoprirete in questo volume. Tom King firma uno dei suoi lavori migliori in assoluto, giocando con momenti apparentemente tranquilli e sequenze incentrate sull’azione. Inserisce nella trama un’atmosfera di tensione opprimente, evidente nello scioccante episodio in cui Big Barda dà alla luce suo figlio, per esempio; o in quelle relative ai sogni, agli incubi e alle visioni che assillano Scott. L’influenza del cinema perturbante di David Lynch è palese e si percepisce sempre un senso di minaccia che potrebbe destabilizzare ogni cosa.

I testi e i dialoghi di King sono curati ed efficaci e l’autore si concede una miscellanea di modalità espressive che comprendono il monologo interiore, la narrazione impersonale in terza persona e persino qualche cut-up alla Burroughs. Gioca poi con i classici personaggi di Kirby come Lightray, le Furie, Desaad, Oberon e Nonnina Cara, ben noti ai fan della Saga del Quarto Mondo, rendendoli sfaccettati e più inquietanti e intimidenti se confrontati con i modelli classici. Al contempo risultano umani, non privi di ambiguità morale, e in effetti la storia non può essere giudicata ricorrendo alla classica dicotomia buoni/cattivi.

Non mancano poi un curioso citazionismo che spazia dalla cultura pop rappresentata da Batman e ironiche frecciatine al compianto Stan Lee tramite Funky, un farsesco individuo che si esprime con celebri frasi del Sorridente. Insomma, gli elementi di interesse in Mister Miracle sono molteplici. Vanno poi lodati gli splendidi disegni del bravissimo Mitch Gerads che aveva già lavorato con King in Sheriff of Babylon. Il suo stile è naturalistico, valorizzato da giochi d’ombra appropriati per l’inquietudine evocata dalla trama. Imposta il lay-out alla Watchmen, con una griglia di nove inquadrature per pagina, e tale scelta contribuisce ad accentuare l’allure claustrofobica dell’opera. Gerads si è occupato pure dei colori e opta per sfumature tenui e delicate nelle tavole riguardanti la vita quotidiana di Scott e Barda, mentre in quelle ambientate ad Apokolips si concede soluzioni grafiche tipiche dell’arte psichedelica. In definitiva, Mister Miracle merita certamente di essere preso in considerazione.

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