La collana Historica di Mondadori Comics propone materiale prevalentemente di area francofona incentrato su vicende collocate in precisi contesti storici. Questo ottantesimo volume, tuttavia, si discosta un po’ dalle consuete caratteristiche della serie. E’ inserito in un periodo ben preciso e cioè quello della Seconda Guerra Mondiale, descritto dall’autore Patrice Buendia con rigore e scrupolosità certosini. Nello stesso tempo, però, presenta caratteristiche che fanno di Adler, l’Aquila Tedesca (questo il titolo del fumetto), un lavoro peculiare e inclassificabile.

Se dovessimo inserirlo in un genere preciso, opteremmo per quello bellico. In effetti, gli elementi tipici delle war stories sono presenti. Il protagonista è Hans, un ragazzo tedesco che vive nel culto del padre, un soldato morto eroicamente in battaglia (perlomeno è ciò che crede lui, poiché la realtà è diversa). In principio, è un giovane ammodo, sensibile e amichevole con tutti. Ha due grandi passioni: i fumetti americani e, soprattutto, gli aeroplani. Sogna, infatti, di diventare un pilota e di emulare così suo padre.

Purtroppo Hans vive nella Germania sconvolta dall’orrore nazista e crescendo si fa sempre più contaminare dalle vergognose idee razziste di Hitler e dei suoi seguaci. Dopo aver compiuto atti a dir poco deplorevoli nei confronti di una ragazza ebrea innamoratasi di lui, dei suoi amici d’infanzia e persino della madre, si arruola e realizza il suo sogno, diventando un pilota. Ma non parliamo di un pilota qualsiasi, bensì di un temerario e spietato soldato che si ricopre di gloria e che la Germania intera comincerà a chiamare ‘Aquila Tedesca’.

Se Hans è eroico, dal punto di vista umano è un individuo orribile, perfettamente integrato nella macchina di morte del nazismo. Ma poi accade qualcosa. Dopo essere stato ferito e aver perso i sensi, si risveglia e scopre di essere diventato un’altra persona. Il suo corpo non è cambiato, ma la mente è quella di James O’Brady, un pilota americano. Come è possibile? Qual è la causa di questo incredibile avvenimento? La risposta forse si trova in una maledizione che ha coinvolto un tedesco e un americano.

Con indubbia originalità, quindi, Buendia inserisce il tema della metempsicosi in un fumetto che solo fino a un certo punto è di guerra. Gioca abilmente con i generi narrativi, delineando una story-line coinvolgente e denunciando al contempo l’istinto omicida degli esseri umani e le pulsioni discriminatorie e razziste di tanti individui. Ricorre pure a un piacevole citazionismo, con riferimenti alla narrativa di Stevenson (la dicotomia Hans/James richiama palesemente quella di Jekyll e Hyde), con omaggi ai comics statunitensi della Golden Age.

Testi e dialoghi sono curati e questi primi tre episodi della serie vanno valutati positivamente. Il disegnatore è Damien Andrieu che ha uno stile piuttosto convenzionale ma che, comunque, risulta valido ed efficace. Le figure umane a tratti sembrano grezze e legnose e non sempre la caratterizzazione è riuscita. La cura dei dettagli e dei particolari di tante vignette è però innegabile e le sequenze incentrate sugli entusiasmanti combattimenti aerei sono realizzate con maestria. Inoltre, si diverte a volte a mimare lo stile delle strip americane stile Flash Gordon con effetti piacevoli.

Nel complesso, questo è un volume da tenere d’occhio e che, come scrivevo all’inizio, è insolito per gli standard di una collana come Historica. Da provare.

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