La collana Historica Biografie si concentra stavolta su una delle personalità più rilevanti della storia americana e cioè Abraham Lincoln, il sedicesimo Presidente degli Stati Uniti d’America che ebbe il merito e la capacità di fare uscire il suo paese da una grave crisi costituzionale, militare e morale causata dalla tragica Guerra di Secessione. Inoltre, come molti sanno, è ricordato per avere imposto l’abolizione della schiavitù e ristabilito l’unità nazionale, pur senza problemi e contraddizioni di vario tipo.

La storiografia ufficiale ci ha tramandato la figura di un uomo idealista, integerrimo, simbolo del cosiddetto ‘sogno americano’ che tuttora affascina e coinvolge molti cittadini statunitensi. In un certo senso è così, ma Lincoln, come nel caso di tutte le grandi personalità della storia, è una figura complessa e sfaccettata. Il rischio di presentarlo, nell’ambito di un’opera a fumetti, in maniera propagandistica e agiografica era elevato, ma per fortuna lo sceneggiatore Fred Duval, coadiuvato dalla consulenza di Farid Ameur, docente di Storia Americana, l’ha evitato.

Nella sua visione, infatti, Lincoln è certamente un uomo di prim’ordine, migliore dei suoi contemporanei, grazie all’elevato spessore culturale e all’idealismo; ma non è privo di ombre. Per esempio, Duval evidenzia il fatto che Abraham, quando era un giovane e abile avvocato, aveva contribuito a far scagionare il colpevole di un grave reato solo perché figlio di amici; e ce lo presenta spesso come un individuo fallibile, pieno di dubbi celati, però, da una capacità oratoria senza pari e da un atteggiamento di sicurezza.

La trama inizia con Lincoln che si accinge a recarsi a un cimitero dopo la terribile battaglia di Gettysburg ed è intento a scrivere un discorso in onore dei caduti. Ma questo è semplicemente il pretesto che serve a Duval per narrare la sua vita, tramite una serie di affascinanti e coinvolgenti flashback. Emerge il ritratto di una persona dalle doti non comuni, costretta a vivere, suo malgrado, in un’epoca di divisioni e contrasti. Sovente appaiono le figure inquietanti degli schiavi neri, vera e propria ossessione di Lincoln, e simbolo del lato più spietato della società americana, poco propensa ad accettare l’idea dell’uguaglianza tra gli esseri umani.

Non mancano neanche gli indiani, altre vittime della violenza dell’uomo bianco, che servono a rappresentare quelle ingiustizie che Lincoln cerca di vendicare. Duval fa una profonda analisi psicologica del protagonista e scrive testi maturi e intensi, benché a volte con un eccesso di verbosità che rallenta il ritmo della narrazione.

Il volume va, inoltre, preso in considerazione per gli splendidi disegni del bravissimo Roberto “Dakar” Meli che qui ci propone uno dei suoi lavori migliori in assoluto. Il suo stile è naturalistico, ricco di dettagli, impreziosito da giochi d’ombra che conferiscono alle matite un allure crepuscolare di grande valenza suggestiva. La sua arte è valorizzata dai colori foschi, quasi gotici, dell’ottima Chiara Zeppegno. Il risultato complessivo è di grande livello e si può affermare con sicurezza che questo è indubbiamente uno dei volumi più riusciti di Historica Biografie.

Se perciò intendete concedervi una lettura non banale e magari avete voglia di provare qualcosa di diverso dai soliti supereroi, questa è la proposta editoriale più adatta. Da non perdere.

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