Inizia esattamente come Breaking Bad il nuovo film di Wayne Roberts, Arrivederci Professore, secondo lungometraggio scomodo per il giovane regista statunitense dopo Katie Says Goodbye che nel 2016 ci raccontava di una giovane Olivia Cooke che si stufava di fare la cameriera e per raggiungere il tanto pubblicizzato Sogno Americano dal Southwest se ne andava a fare la prostituta a San Francisco; a differenza dell’acclamata serie AMC di Vince Gillagan però il protagonista non andrà verso il Lato Oscuro della Forza bensì cercherà di ritrovare quell’amore per la vita che nel grigiume della mezza età aveva iniziato a dimenticare, a causa di un lavoro non proprio soddisfacente e di un matrimonio ancor più fallimentare.

Ha quel sapore da film sulla terza età in cui i protagonisti ultra-settantenni decidono di godersi quella vita che hanno solo guardato scorrere davanti agli occhi il film di Roberts, ma è divertente come in un contesto più meta il film traduca pari pari quella che è adesso l’esistenza barra sopravvivenza di Johnny Depp nella Hollywood che conta: sarà anche per questo che quello che è l’ormai ex interprete di Jack Sparrow nella saga Disney di Pirati dei Caraibi sembra incredibilmente adatto anzi è in pratica inappuntabile nel ruolo di un professore malato che inizia a fregarsene delle regole e fare quello che gli pare con chi gli pare e quando gli pare, con il cancro ai polmoni che gli viene scoperto nella prima scena a rappresentare la carriera letteralmente in caduta libera e la fine dell’amore con la moglie alla quale però ancora vuole bene in fondo in fondo il divorzio totale con le major dell’industria cinematografica statunitense, che fanno a gara a dimenticarsi di lui.

Non a caso si tratta di un film super-indipendente completamente avulso dai contesti cui Depp è stato abituato negli ultimi anni quello di Roberts, praticamente disintegrato dai colleghi d’oltreoceano che di uno stimato professore di college con sei mesi di vita che si mette a mangiare dolcetti pieni di droga mentre sperimenta sesso orale gay nel suo ufficio e scredita gli sforzi delle femministe tra una blasfemia e l’altra proprio non sanno che farsene.

E invece guarda caso questo dramedy nella sua banalità di fondo non sa proprio come fare a non essere divertente, con un Depp che se ne frega di questo e di quello neanche fossi Downey Jr. in Iron Man 2 ma nella catarsi cinematografica sembra voler riflettere sulla condizione della sua vita vera, dai guai giudiziari alle diatribe social-gossippare con l’ex moglie Amber Heard.

Arrivederci Professore è l’incontro tra L’Attimo Fuggente e una commedia scorretta alla Judd Apatow o alla Seth Rogen che non ha né la forza del primo né lo spirito delle seconde, ma si appoggia comodamente tanto sulle spalle del suo protagonista, che sembra essersi ritagliato il ruolo per poter dire la sua su un sacco di questioni personali, quanto su una morale vecchissima che però non passa mai di moda. Magari si prende un po’ sul serio con la struttura in capitoli e una colonna sonora a volte ridicolmente solenne, ma al suo arco il film ha qualche freccia che potrebbe piacevolmente sorprendervi come ha piacevolmente sorpreso noi.

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