A partire da questa settimana Panini Comics inizia a pubblicare una collana dedicata al più famoso gruppo mutante della Marvel, gli X-Men.

Ogni volume può essere acquistato con la Gazzetta dello Sport o con Il Corriere della Sera. Il titolo della serie è Le Storie Incredibili e, come è facile intuire, proporrà le X-sequenze narrative più importanti e rappresentative. Non si poteva non incominciare con la celebrata Saga della Fenice Nera, la story-line più rilevante di sempre, non solo per la collana Uncanny X-Men, gli altri comic-book mutanti e la Marvel in generale, ma per l’intero fumetto americano.

Era la prima volta, infatti, che moriva un personaggio fondamentale, per di più suicidandosi, e secondo molti esperti questa sequenza, originariamente uscita nei nn. 129-138 della testata, diede ufficialmente il via alla tendenza ‘morte e disperazione’ tipica degli anni ottanta. Autori di questi straordinari episodi sono Chris Claremont, deus ex machina dell’universo mutante, e John Byrne che, oltre a occuparsi dei disegni, collaborò alle trame. Il risultato fu sconvolgente ed eccezionale.

Claremont sin dal principio aveva concepito vicende coinvolgenti e labirintiche, imitando lo stile delle soap opera, con innumerevoli sottotrame. Nello stesso tempo, aveva lentamente approfondito e analizzato le psicologie di personaggi appena abbozzati come Wolverine, Tempesta, Nightcrawler e così via, inserendo, albo dopo albo, dettagli che presto li avevano trasformati in eroi sfaccettati e niente affatto banali. Aveva poi recuperato Jean Grey, alias Marvel Girl, grande amore di Scott Summers/Ciclope, che era stata con troppa fretta accantonata.

Ed è proprio su Jean che X-Chris si concentra. Dopo la trasformazione della ragazza nella potentissima Fenice, le cose diventano sempre più preoccupanti e si intuisce che Jean rischia di diventare incontrollabile, non avendo la capacità di gestire il potere di una divinità ancestrale. Che le cose prima o poi prendessero una brutta piega era evidente ed è proprio ciò che accade nelle storie di questo volume che vinsero tanti premi fumettistici, suscitarono il plauso del pubblico e della critica e fecero di Uncanny X-Men il comic-book più venduto degli Stati Uniti.

Dopo uno scontro con Proteus, gli X-Men rimangono coinvolti nelle macchinazioni del Club Infernale, ma questo è solo il pretesto che serve a Claremont e a Byrne per mostrarci una Jean Grey irriconoscibile che impazzisce, corrotta dal suo potere, trasformandosi in una minaccia perversa e inarrestabile, prima con l’identità della Regina Nera e poi come Fenice Nera. E in questa ultima incarnazione compie un gesto terribile, assolutamente impensabile per un supereroe. L’intero universo rischia di essere distrutto e la majestrix Lilandra decide di fare il possibile per eliminarla. Le conseguenze saranno a dir poco tragiche.

Claremont scrive testi intensi e profondi, molto maturi e adulti per gli standard della Marvel anni ottanta, e delinea una trama dai toni sempre più inquietanti e luttuosi, fino a giungere al drammatico finale che fu un vero e proprio shock per l’epoca. Jean è spaventosa e i suoi compagni X-Men, a cominciare da Scott, vengono presentati come individui fallibili e imperfetti. Non sono invincibili e non riusciranno a risolvere la situazione. La tematica affrontata da Claremont è la corruzione. Il Club Infernale, per esempio, è composto da uomini potenti e, appunto, corrotti.

La stessa Jean si fa corrompere prima dal perfido Mastermind e poi dalla potenza irrefrenabile dell’entità Fenice. Xavier, più che un leader irreprensibile, è un uomo a tratti meschino che prova risentimento nei confronti del suo allievo Scott, per certi versi più abile di lui. La chiave di comprensione dell’intera vicenda si trova nella frase ‘Il potere corrompe e il potere assoluto corrompe in maniera assoluta’. Tuttavia, pur nella sconfitta, gli X-Men risultano coraggiosi come non mai, a cominciare dalla stessa Jean che decide di morire pur di non cedere definitivamente al proprio lato oscuro.

Queste storie sono importanti anche per l’introduzione di personaggi e situazioni che si riveleranno cruciali per la serie. C’è l’esordio della perfida Emma Frost, per esempio. Viene introdotta la giovane Kitty Pryde. Appaiono la cantante Dazzler e il senatore Kelly che si renderà responsabile di una violenta campagna anti-mutante e sarà uno degli elementi essenziali di un’altra grande saga di Claremont e Byrne, ‘Giorni di Un Futuro Passato’. Insomma, come ho scritto, sono episodi leggendari che non possono mancare nella collezione di un estimatore dei comics americani degno di questo nome.

I disegni plastici e dinamici del bravissimo John Byrne sono un altro punto di forza del volume. Il celebrato penciler di Fantastic Four, Alpha Flight, Superman e altri gioielli svolge uno dei suoi lavori migliori in assoluto. Le figure sono eleganti e raffinate, anatomicamente perfette, e ogni personaggio è caratterizzato in maniera sublime. Byrne evoca una sensazione di frenesia nelle sequenze d’azione, ma è efficace pure in quelle più tranquille, ed evoca le emozioni dei protagonisti con primi piani di impostazione cinematografica.

Le vignette sono spesso ricche di particolari infinitesimali (basti pensare agli interni della sede del Club Infernale per rendersene conto) e le matite sono impreziosite dagli inchiostri delicati del bravissimo Terry Austin. Insomma, se non avete questi episodi ora avrete l’opportunità di colmare la lacuna. Qui non stiamo parlando di un semplice fumetto ma di Storia dei comics con la maiuscola. ‘Nuff said!

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