Continua imperterrito il cammino di Dragonero fra conferme – la serie regolare che si è guadagnata un pubblico attento e devoto – e nuove iniziative come la serie animata che dovrebbe debuttare prestissimo e indirizzata ad un pubblico più giovane.

Nel mezzo c’è Senzanima, la serie adulta del brand Dragonero, che ha trovato nelle avventure di un giovane Ian, ovvero quando si era arruolato nel gruppo di mercenari capitanato di Greevo Senzanima al servizio dell’Impero durante la guerra contro il territorio ribelle della Merovia, un fertile terreno narrativo.

Se il primo volume era servito ad introdurci questa nuova ambientazione, il giovane Ian e i suoi pittoreschi compagni, già con il secondo volume – Fame, la nostra recensione QUI – si era iniziato a fare sul serio con una storia al limite dell’horror sottesa ad una riflessione amara sulla guerra.

Con questo terzo volume, intitolato Buio, si torna su lidi più genuinamente fantasy.

I Senzanima si stanno godendo un po’ di riposo quando il loro accampamento viene improvvisamente attaccato da esseri assetati di sangue e dotati di poteri straordinari: I Signori del Sangue.

Il Mago rivela la natura mistica e maligna di queste creature da sempre fedeli ai sovrani della Merovia, Greevo, viste anche le ingenti perdite, decide quindi di stanare i Signori nella propria dimora con una piccola spedizione.

L’unica arma a disposizione dei mercenari è il pericolosissimo vetriolo ardente. Il piano è semplice arriva alla magione e appiccare il fuoco tuttavia Ian e i suoi compagni una entrati si troveranno fra l’incudine e il martello con il vetriolo da un lato e i Signori del Sangue dall’altro.

Luca Enoch spoglia di qualsiasi fronzolo il plot di questo terzo volume attingendo a piene mani dall’immaginario fantasy più puro e riconoscibile per gli amanti del genere.

Non si tratta assolutamente di un esercizio di stile anzi lo scrittore sa bene quali fili tendere e in quali momenti. Ecco che I Signori del Sangue – minaccia imprescindibile in qualsiasi scenario fantasy – vengono calati nel contesto più ampio della Merovia e della lotta con l’Impero mentre la seconda parte del volume è un chiaro omaggio al dungeon crawling tipico delle interazioni ludiche del genere.

Se l’azione si concentra tutta all’inizio, la seconda parte del volume è giocata tutta sulla tensione crescente data dalla scoperta della magione e della conseguente fuga, frangenti dove lo scrittore dimostra tutta la sua esperienza e maestria nella “regia”.

La parte grafica è affidata alla matita di Alfio Buscaglia che cresce pagina dopo pagina cercando dapprima, giustamente, un approccio più cinematografico e successivamente giocando maggiormente coi chiaroscuri. Va menzionato anche il lavoro magistrale ai colori di Andres Mossa – senza ombra di dubbio uno dei migliori coloristi attualmente in circolazione.

Il colorista dimostra di saper padroneggiare con personalità le scelte cromatiche – i viola e i rossi che caratterizzano la prima parte del volume – senza disdegnare qualche “effetto speciale” come il verde accesissimo dal forte contrasto del vetriolo ardente. Tuttavia è nell’uso delle luci che Mossa giganteggia ammantando tutto l’albo di un’atmosfera ora sinistra ora eterea ma sempre pungente e mai “piatta”.

Senzanima continua a crescere dimostrando di poter offrire storie eterogenee ma sempre coinvolgenti e mai banali che viaggiano nel solco del genere fantasy ma il cui taglio è “adulto” e capace di attirare l’attenzione non solo di chi non legge la serie principale ma anche di chi magari proprio questo genere non lo mastica.

Il volume è l’ormai consueto cartonato di grande formato con cui SBE propone queste serie. La cura carto-tecnica è impeccabile così come la corposa appendice tutta a tema Signori della Notte.

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