Ciò che contraddistinto i film prodotti finora dalla Illumination Entertainment, nata da un’idea (la lampadina, proprio come quella Pixar) di Chris Meledandri, è stato, con l’eccezione di Cattivissimo Me, l’aver riempito di sketch i propri film d’animazione per piccoli piuttosto che per tutta la famiglia, gonfiandoli di nonsense piuttosto che di una trama coesa e fluida, preferendo puntare sull’intrattenimento “da meme” ai tempi dei social.

In questo scenario animato “apocalittico” Pets 2 – Vita da animali, sequel del primo capitolo basato sull’assunto “cosa fanno i nostri animali domestici quando non siamo a casa?”, si pone come una fortunata eccezione.

Rimane un film semplice indirizzato ai bambini e agli amanti degli animali domestici piuttosto che a tutta la famiglia, una pellicola lineare senza scossoni e plot twist e ricca di gag, ma dalla componente narrativa più composita e con un messaggio e morale finali.

Messaggio e morale che sembrano ripescati da Alla ricerca di Nemo della Pixar. Se sì era papà Marlin a dover imparare a lasciar nuotare da solo il figlio del titolo, in Pets 2 è il protagonista Max a dover imparare a lasciar “gattonare” da solo il piccolo umano di casa.

Dopo aver avuto la casa “invasa” dal nuovo ingombrante fratello a quattro zampe nel primo film, questa volta Max si ritrova a casa un neonato, avuto dalla sua padroncina. Inizialmente scettico, impara ad amarlo come se fosse “il suo bambino”, tanto da preoccuparsi forse troppo sui pericoli del mondo là fuori.

Complice una gita fuori porta dallo zio Tobia (sì, proprio così) in una casa in campagna, Max imparerà a prendere consapevolezza nel lasciare che i propri figli/cuccioli/bambini imparino a trovare la propria strada da soli, commettendo anche degli errori lungo la via, che sono ciò che ci fortificano e ci insegnano soprattutto cosa non fare più.

Ovviamente serviva una storia parallela per il co-protagonista dopo il primo film: Nevosetto il coniglio di strada diventato domestico mantenendo però la sua indole “pseudo mannara”. Ora che la sua padroncina lo veste da supereroe – il cinecomic d’altronde è tornato in voga – si sente tale e si comporta come tale, e l’opportunità di dimostrarlo sarà quella di salvare un cucciolo di tigre dal cinico e crudele proprietario di un circo, che sembra un Crudelia De Mon al maschile più spigoloso, nello stile dei disegni della Illumination. Un circo proprio nell’anno del live action di Dumbo. Senza dimenticare il confronto/scambio fra cani e gatti che rimane forse la cosa più originale e realistica di questo Pets 2, utilizzata infatti anche nei teaser promozionali.

Nel complesso una pellicola che non osa troppo nella regia di Chris Renaud e che si regge molto sul voiceover di Max a fare da voce narrante quasi invadente nella storia, con un prologo forse un po’ troppo lungo ed eccessivi “spiegoni”, rendendo così la storyline più vicina ai più piccoli che agli adulti. Nella versione italiana il film si regge molto (forse troppo) sulle voci “guest” dei suoi personaggi, per lo più “prestati” al doppiaggio. Non un film d’animazione indimenticabile, ma una piacevole eccezione con una trama coesa e gradevole da seguire nel panorama dell’animazione attuale.

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