Tempo fa l’umanità, sotto l’attacco di una misteriosa creatura nota come Disbeast, era stata purtroppo sull’orlo dell’estinzione; ma grazie all’intervento delle Magical Girls, ragazze che hanno ottenuto i loro poteri grazie ad una misteriosa magia, è sopravvissuta, anche se ha dovuto fare i conti con una nuova realtà… Ora sono passati tre anni da quell’evento che ha posto fine alla guerra di Distonia e tutto sembra tornato alla normalità; ma ora una nuova minaccia mette in pericolo il nostro mondo. Così Asuka, quella che era stata la leader delle Magical Girls, deve impugnare nuovamente le armi in un vortice di eventi di cui lei, pare, è il centro… contro la sua volontà.

Il maho shojo è uno dei generi più duttili dell’animazione giapponese, che nel corso degli anni ha saputo modificarsi ed evolversi, maturando insieme al pubblico che lo ha seguito nel corso dei decenni; così, se avete avuto la possibilità di vedere l’anime di Hela Supergirl (se non lo avete fatto, non è il caso di disturbarvi adesso), capirete l’evoluzione avutasi poi con le maghette dello Studio Pierrot (ora noto per Naruto), da Creamy a Magica Emi, fino ad arrivare a Sailor Moon e a Doremì.

Ora Makoto Fukami e Seiko Tokiya tentano un passo ulteriore nel genere, portando il majokko in un clima di violenza ed attualità che tenta di mischiare le atmosfere di Pretty Cure con quelle di Black Lagoon.

Quanta evoluzione abbia avuto questo genere lo si vede anche dalla trama di questo manga, che adotta una sceneggiatura su più livelli, che vedono le Magical Girls (ora divise) affrontare diverse organizzazioni nemiche, senza sapere che alcune di esse per ora collaborano per ottenere risultati comuni; non è escluso poi che anche i terroristi nemici non possano contare su una propria magia…

Ovviamente il tratto non può che essere realistico, il che consente di apprezzare ancora di più l’atmosfera thriller che permea tutto il volume; realismo notevolmente arricchito anche dal contributo di Naoya Tamura (non il calciatore), military advisor per la serie, che ha dato un contributo fondamentale nella realizzazione delle scene di azione, che sono molto gratificanti per il lettore in quanto basate su strategie pienamente razionali. Il tutto viene poi amplificato anche dalla costruzione delle scene da parte di Tokiya, che esprimono al massimo il dinamismo dei personaggi.

Buon anche il charadesign, che si discosta dal classico aspetto delle maghette tradizionali, realizzando uniformi che richiamano quelle classiche in alcuni elementi (per esempio i fiocchi), ma dando loro una vestibilità più militare, che ben si accosta alle loro armi. Alcuni nemici invece richiamano le classiche mascotte delle maghette anni Ottanta, ma sono molto più feroci…

L’edizione J-POP si conferma di ottima fattura, con carta di buona qualità e sovracopertina; interessante il fatto che sotto la sovracopertina non troverete la stessa immagine in bianco e nero, ma due brevi storie comiche che vi strapperanno un sorriso; uno dei rari casi in cui la sovracopertina è utilizzata per uno scopo ben preciso.

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