La Prankster Comics è una giovane e intraprendente casa editrice indipendente che si sta mettendo in luce con opere interessanti realizzate da abili autori italiani. Finora ha proposto fumetti di buon livello spaziando tra i generi. Uno dei lavori forse più peculiari del suo catalogo è Rebirth.

Alcuni potrebbero definirlo sci-fi, altri forse distopico, altri ancora come un buon esempio di urban fantasy. In realtà, secondo me, ci sono tutti questi elementi e la vicenda si colloca in un futuro opprimente che sembra uscito da una pellicola stile Blade Runner.

L’autore è Antonio Pantaleoni che ha avuto il merito di ideare un universo narrativo ampio e articolato, influenzato dallo stile di Chris Claremont. Rebirth, infatti, almeno a giudicare da questo primo volume, presenta numerosi personaggi e non mancano trame e sottotrame che saranno ovviamente sviluppate nelle uscite successive.

Il mondo di Rebirth non è certamente rassicurante. La terra è stata per molto tempo sconvolta da guerre e conflitti che hanno portato il genere umano quasi alla distruzione. A un certo punto, tuttavia, il buon senso sembra aver prevalso e sulla terra qualunque tipo di dissidio pare essere scomparso. Persino i libri o i film che parlano di guerra sono stati messi al bando e concetti come quello di ‘violenza’, almeno ufficialmente, non sono più ammessi.
In parole povere, si è instaurata una vera e propria utopia. La terra è gestita da due casate ma l’aggressività e la violenza sono veramente scomparse? Parrebbe di sì, ma di fatto le guerre persistono, poiché i due clan rivali intendono conservare il potere, senza farsi scrupoli sui metodi da usare.

Molti dei loro esponenti, inoltre, desiderano rovesciare la casata avversaria e ottenere così il controllo mondiale. Le guerre, quindi, esistono ancora ma sono diventate più sottili e insidiose, collegate ai complotti e alle macchinazioni degli ambienti politici (va tenuto presente che la trama di Rebirth inizia in un periodo in cui c’è una campagna elettorale).

Pantaleoni scrive e concepisce una vicenda di ampio respiro e per il momento si limita a presentare i personaggi principali della serie e a descrivere le ambientazioni, inserendo, però, parecchi elementi narrativi che saranno approfonditi episodio dopo episodio. E’ evidente il suo obiettivo di denunciare la natura corrotta del potere, utilizzando la fantascienza. Da questo punto di vista, almeno a giudicare dal volume d’esordio, svolge un buon lavoro e scrive testi e dialoghi secchi e sintetici, hard-boiled nell’impostazione, decisamente efficaci.

Rebirth va tenuto d’occhio anche per i disegni di Lorenzo Nicoletti. Il suo stile è piacevolmente grezzo, aggressivo, perfetto per una story-line a forti tinte come questa. Si percepisce l’influenza dei penciler di area sudamericana come il grande José Munoz.

Rappresenta le futuristiche architetture del mondo di Rebirth con maestria e risulta convincente nei primi piani. In questo caso, le inquadrature gli consentono di visualizzare le emozioni violente e contorte che tormentano individui dalle pulsioni deviate e discutibili.
Nicoletti si è occupato pure dei colori e opta per sfumature cupe e oscure che contribuiscono a rendere più preziose le sue matite. A volte si notano tonalità vivide, con una prevalenza del rosso acceso, di solito riguardanti sequenze erotiche, che evidenziano la fisicità e la passione delle protagoniste femminili. Da segnalare, infine, la sequenza di un flashback vissuto da uno dei personaggi. Qui Nicoletti utilizza inchiostri densi e i disegni rivelano un’attitudine pittorica.

Tutto ciò fa di Rebirth una lettura imprevedibile, perché valorizzata da una molteplicità di influenze e suggestioni. In definitiva, la serie promette bene e non ha nulla da invidiare a tanti blasonati prodotti Marvel, DC o Image. Da tenere d’occhio.

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IN BREVE
Storia
7.5
Disegni
7.5
Cura Editoriale
7.0
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Scrittore, visionario, amante dell'arte, del cinema, del rock, dei fumetti, dell'esoterismo. Romanziere ossessivo/compulsivo. Destinato alla fama e al successo.

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