Aquaman è stato un film atteso spasmodicamente dai fan DC più duri e puri ma che partiva ammantato da un aura di sospetto e sfiducia. Da un lato il film inaugurava i Worlds of DC ovvero la seconda fase dell’universo cinematografico DC chiusasi con il controverso Justice League – QUI la nostra recensione della versione home video.

Dall’altra pur seguendo la scia dell’ottimo Wonder Woman – QUI la nostra recensione della versione home video – il film partiva zavorrato da un protagonista, Jason Momoa, assolutamente lontano dai canoni della sua controparte fumettistica e tacciato già nel suo esordio nel suddetto Justice League di essere eccessivamente sopra le righe.

In questo improbabile clima il regista James Wan – artefice di uno dei più lucrativi franchise per la Warner Bros. degli ultimi anni, quello horror di The Conjuring – decide di imbastire una storia che si muove a metà fra le classici origini e l’epica più pura.

Arthur Curry ha aiutato a salvare il mondo dall’invasione di Steppenwolf ma ha preferito ritirarsi nella sua cittadina natale di Amnesty Bay dove compie sì azioni eroiche ma lontano dai riflettori.

Arthur è figlio di Tom, il guardiano del faro, e Atlanna regina di Atlantide. Questa sua dualità si riaffaccerà prepotente quando il fratellastro Orm deciderà di conquistare il mondo di superficie unendo i sette regni sottomarini.

Arthur pur riluttante accetterà l’impresa e con l’aiuto di Mera si metterà sulle tracce del tridente di Re Atlan, mistico artefatto che lo consacrerà il vero Re di Atlantide.

Anche Orm avrà un pericoloso alleato in Black Manta, pirata che ha giurato vendetta contro Arthur dopo che questi ha lasciato morire il padre fermando una abbordaggio ad un sottomarino.

La battaglia finale sarà di proporzioni titaniche ma non prima che lo stesso Arthur capisca chi è veramente e qual è il suo ruolo.

Forte della consulenza di Geoff Johns, deus ex-machina dei più grandi successi fumettistici della DC degli ultimi 15 anni, il regista James Wan realizza una pellicola visivamente stupefacente e spettacolare in cui attinge a pieni mani da un bacino di storie relativamente sconosciuto al grande pubblico costruendo un mondo vivo e vibrante, tutto da scoprire in cui la sceneggiatura semplice ma efficace firmata da David Leslie Johnson-McGoldrick e Will Beall fa il suo lavoro in maniera più che soddisfacente ed il cui perno è l’idea di un eroe diviso fra due mondi che, attraverso l’escamotage della ricerca dell’artefatto, deve “ritrovare” sé stesso.

Il primo atto di Aquaman fila via rapido e coinvolgente facendo già presagire un terzo spettacolare atto che viene frenato da una parte centrale le cui intenzioni erano senz’altro lodevoli – recuperare un po’ quella commedia avventurosa anni ’80 stile Il Gioiello del Nilo – che non riesce ad essere però altrettanto coinvolgente.

In questo senso il secondo atto soffre di una spasmodica ricerca di umorismo che stona risultando spesso fuori luogo o spezza la tensione nei momenti meno appropriati.

Il demerito non va assolutamente affibbiato a Jason Momoa che per tutto il film, interpretando spesso sé stesso, è sornione quanto basta ma anche estremamente intenso soprattutto nelle scene d’azione e nel già citato terzo atto, né tanto meno al folto cast di supporto in cui spicca Mera interpretata da una pressoché perfetta Amber Heard che spesso ruba la scena proprio a Momoa quanto piuttosto alla già citata cifra con cui si sono purtroppo codificati i cinefumetti.

Il merito della riuscita del film però va data al regista James Wan che è indubbiamente un architetto sopraffino, un visionario che costruisce Atlantide e la sua mitologia in maniera minuziosa ma sapendo di dover fare affidamento sul materiale originale che riaffiora prepotente in più di un passaggio – soprattutto per chi quel materiale lo ha divorato.

Wan sfrutta così le “debolezze” croniche del personaggio, la sua nomea giocosa rendendo tutto estremamente cool – chi avrebbe mai pensato che cavalcare un cavalluccio marino sarebbe stato cool? – anche per merito di scene d’azione tutte, e dico tutte, sopra le righe ora grazie ad un uso degli effetti speciali intelligente ora grazie a soluzioni registiche inusuali o esplosive.

Da sottolineare anche il finale che pur prevedibile sotto molti punti di vista risulta anch’esso inusuale ma combacia perfettamente con l’impianto narrativo di un protagonista che con riluttanza accetta il suo ruolo e comprende che nell’appartenere a due mondi contemporaneamente risiede la sua forza e la sua vera fonte per ispirare gli altri.

Aquaman è un film ambizioso che riesce nel suo intento di traghettare l’universo cinematografico DC in una nuova era più positiva e propositiva. Il film non è perfetto ma è godibile, coinvolgente e spettacolare merito della visione del regista James Wan.

QUALITA’ AUDIO/VIDEO

La versione home video di Aquaman rende giustizia al lavoro di James Wan e della sua troupe penalizzato in alcuni frangenti dalla proiezione cinematografica.

La codifica blu-ray (1080p High Definition 16×9 2.4:1) è già limpidissima ma è con quella in 4k (2160p Ultra High Definition 16×9 2.4:1) che la fotografia ancora prima della CGI vengono esaltate mostrando dettagli piccoli ma fondamentali come le particelle nelle scene acquatiche ad esempio.

Buon il bilanciamento e il contrasto forse un po’ troppo basso nel primo atto con alcune scene che risultano troppo buie, per fortuna il secondo e il terzo atto sono da questo punto di vista impeccabili.

Ottimo il comparto audio. Sia la traccia in lingua originale che quella in italian, e sia in DTS 5.1 che in Dolby Digital, sono mixate in maniera impeccabile bilanciando perfettamente dialoghi, effetti ed ambiente non dovendo così modificare il volume, in negativo, nella scene d’azione o in positivo durante i dialoghi.

Ottima la traccia Dolby Atmos anche se meno avvolgente di quanto ci si potrebbe aspettare. Da segnalare la presenza dei sottotitoli in italiano solo per non udenti.

Nota a parte di demerito per l’adattamento italiano che pecca per alcune vistose ingenuità, per non dire veri e propri errori di traduzione. Peccato perché la scelta delle voci e il doppiaggio in sé per sé è buono.

CONTENUTI SPECIALI

In poco meno di due ore ripercorriamo la lavorazione di Aquaman. Grandissimo spazio quindi al lavoro di James Wan sia in fase di pre-produzione che di post-produzione con uno sguardo approfondito, ma assolutamente non stucchevole né troppo tecnico, alle tecniche utilizzate per le riprese che hanno visto un utilizzo pressoché nullo di acqua.

C’è anche spazio per i protagonisti con contenuti dedicati a Jason Momoa, alle eroine e ai villain.

Il comparto contenuti speciali, soprattutto se siete amanti dei veri dietro le quinte, è probabilmente il migliore sin dai tempi della versione home video di Man of Steel e The Dark Knight.

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IN BREVE
Giudizio Globale
7.0
Edizione Home Video
9.0
Contenuti Speciali
9.0
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