Approda anche in home video per 20th Century Fox HE Italy (da luglio in chiaro su Rai1 dopo la messa in onda su FoxLife) la prima stagione di The Resident, il medical drama che ha sorpreso un po’ tutti la scorsa midseason televisiva rinverdendo un genere che sembrava avere l’encefalogramma piatto e non avere più nuovi battiti dopo Grey’s Anatomy e i suoi drammi amorosi.

Questa volta i dottori del Chastain Memorial Hospital, ospedale privato e costoso, se la devono vedere con il sistema sanitario americano. Gli autori utilizzano le storie prese dalla vita ospedaliera di tutti i giorni per denunciare quanto di marcio c’è nel sistema americano, con tutti gli annessi e connessi. Ecco quindi l’elemento nuovo dei creatori Amy Holden Jones, Hayley Schore e Roshan Sethi: il mystery che accompagna le vite professionali e sentimentali dei medici e delle infermiere protagonisti. Il mistero di fondo – mai sempre lo stesso anche perché la prima stagione è stato un cambio creativo in divenire, e per una volta in meglio, cosa rara – costruisce così le storyline orizzontali e arricchisce la trama collegando i vari personaggi e le new entry fra loro.

Non solo un buon cast capitanato da due attori molto amati – Matt Czuchry di The Good Wife che intepreta il dr Conrad Hawkins e Emily VanCamp del Marvel Cinematic Universe nei panni dell’infermiera Nic Nevin. Il titolo si riferisce d’altronde proprio al personaggio di Czuchry, anche se inizialmente sembra farlo con il dottor Pravesh (Manish Dayal), tirocinante dello specializzando Hawkins.

Tra i tanti temi toccati dottori strapagati, accordi torbidi e poco chiari, medici che non vogliono lasciare il bisturi nonostante non dovrebbero più operare (Randolph Bell interpretato magistralmente da Bruce Greenwood), compagnie farmaceutiche dalle azioni poco limpide (accadrà nella seconda stagione), il bilancio dell’ospedale dal dover far quadrare col salvare vite umane ogni giorno, e molto altro ancora.

La confezione della prima stagione di The Resident si presenta come un semplice amaray con i 14 episodi distribuiti su 3 dischi serigrafati e i menu a tema, purtroppo senza alcun contenuto speciale a livello contenutistico, o alcun rivestimento esterno a livello estetico.

Il mistero

Melina Kanakaredes (CSI: New York) torna in tv per interpretare la dr.ssa Lane Hunter, specializzata in oncologia con una cura aggressiva e miracolosa che si rivelerà un pericolosissimo specchietto per le allodole, e influirà sulla vita di ogni membro dello staff del Chastain. Una serie che ha soprattutto il merito, come dicevamo, di essere cambiata in corso d’opera – dal pilot agli episodi successivi fino al consolidamento della prima stagione – in meglio e non in peggio, costruendosi un’identità ben distinta dagli altri medical che hanno ripopolato il piccolo schermo nell’ultimo anno. Ha continuato su questa strada nel secondo ciclo, tanto da ottenere buoni ascolti, la stagione completa e un ulteriore rinnovo, con noi spettatori pronti a scoprire quale sarà il prossimo marcio da svelare, senza voltarsi dall’altra parte ma piuttosto affrontandolo di petto.

L’episodio consigliato

1×12 “Rude Awakenings and the Raptor” / Brutti risvegli e rapaci

Quello dedicato alla depressione degli studenti in medicina, raccontato raramente o quasi mai nei medical drama con protagonista il tirocinante Bradley Jenkins (intepretato da Steven Reddington). Da rivedere.

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