Colori colmi di luci, di elettricità e di atmosfere videogiocabili: tra blu, magenta e bianco accecante nasce Odessa, la nuova serie sci-fi pubblicata dalla casa editrice milanese Sergio Bonelli Editore. Nelle edicole di tutta Italia arriva una nuova storia, che nasce qui e oggi, ma si sviluppa lontana nel tempo e nello spazio.

Protagonista della serie è appunto Odessa, città realmente esistente e situata nella parte meridionale dell’Ucraina: proprio nel giorno in cui esce nelle edicole, accade un avvenimento fuori dal normale. Parallelamente alla nostra dimensione, nell’iperspazio viaggia l’astronave Serraglio 457, al bordo del quale un essere fuso con l’astronave stessa tenta di mandare un messaggio verso la flotta di Ignoti per far partire una ribellione. Purtroppo qualcosa va storto, si crea una distorsione nello spazio-tempo e l’essere si unisce a un ragazzo, che risponde al nome di Yakiv Yurakin, creando un essere a due facce e due anime distinte tra loro. Ma non è questa l’unica fusione protagonista delle prime pagine del volume: la distorsione fonde la città di Odessa con l’astronave aliena, facendo nascere in una cupola isolata dal tempo un micro-mondo, popolato da diverse razze aliene. Sarà la convivenza delle diverse razze che porterà Yakiv a difendere l’ordine di questa Nuova Odessa, insieme ad altri alieni suoi alleati.

Primo numero poco carico sotto il punto di vista narrativo. Davide Rigamonti si prende comodamente tutte le 98 pagine dell’albo per illustrare l’evento scatenante, ovvero quello che porta Odessa a diventare Nuova Odessa, e a presentare protagonisti e comprimari, mettendoli subito in azione per un evento apri-pista a una serie di eventi futuri. Con uno stile narrativo assimilabile a quello delle serie young-adult, Rigamonti presenta dettagliatamente chi è Yakiv Yurakin, usandolo come perno intorno al quale verrà spiegata la storia di Nuova Odessa. Fin da subito si intuisce che non sarà lui il protagonista, ma una sorta di voce narrante co-protagonista, che vivrà la storia stessa senza togliere il ruolo di personaggio principale alla città.

Poi arrivano i disegni di Matteo Resinanti, perfetti per il genere sci-fi. Il conglomerato urbano pulsa fuori dalle pagine, indicando a tutti i lettori che è vivo e darà filo da torcere ai personaggi che gli “vivono sopra”. Questi ultimi, definiti e dettagliati, sono perfettamente integrati con lo sfondo e al tempo stesso si distaccano da esso, quando la loro storia va ben oltre quella di Nuova Odessa. I colori vivono liquidi e pulsanti e ricordano anche un’altra serie Sergio Bonelli Editore, Creepypast, soprattutto per quanto riguarda la gamma di colori blu. Secondo le dichiarazioni del curatore Antonio Serra, i colori stessi varieranno nei prossimi numeri a seconda della tipologia di alieni che compariranno nell’albo, rendendo varia e variegata l’esperienza di lettura sci-fi.

Il panorama complessivo della nuova serie tutta a colori sta per erompere con tutta la tua forza narrativa. Dopo l’evento “traumatico” nelle prime pagine e la battaglia delle successive, siamo sicuri che nei prossimi numeri gli autori che parteciperanno alla serie faranno esplodere storie ed emozioni in un’ambientazione già di per sé ricolma di storie da raccontare. Nel frattempo, come Yakiv nella copertina, assistiamo alla nascita di Odessa, che fiera si erige sulla sorte di molti abitanti dell’universo.

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IN BREVE
Storia
6.5
Disegni
7.6
Cura Editoriale
8
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Fumetti, parmigiana e whiskey mi rendono felice dal 1988. L'unione di immagini e parole è il medium che preferisco.

2 Commenti

  1. Lo sto comprando.. Non sono un lettore di Nathan Never(che e’ quello che piu’ si avvicina) ma bensi’ di DYD, Morgan Lost e Dragonero.
    Non lo so.. il primo numero non mi ha impressionato.. Non mi piace molto lo stile grafico (Marvel Style) e la storia non mi convince troppo.. Ad ogni modo, anche in considerazione al prezzo molto elevato) provero’ i primi 5 numeri e poi vedro’ che fare..

  2. D’accordo con Ziomik. L’albo è comunque palesemente introduttivo, probabilmente TROPPO. Mi era piaciuto molto di più l’inizio delle storie di Dragonero, per fare un esempio. Vedremo!

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