Nell’Italia degli Anni Sessanta ritroviamo i sei giovani protagonisti del primo volume: Lina Mastai, figlia di pasticceri e studentessa di Lettere e Filosofia, che partecipa al movimento femminista; Margherita Bignami (per tutti Marghe), figlia di un alto dirigente di Mediobanca; Armando De Barzi (detto Deb), milanese doc ed il più coinvolto del gruppo; Turi Melluso, espulso dall’Università Cattolica per indisciplina; Milo Colombo, figlio di una ragazza madre che gestisce un negozio di dischi, e Paolo Sarti (detto Pablo), che è invece un piemontese che vive a Milano presso lo zio pittore e il ragazzo di Lina. In questo volume Milo accompagna Marghe in una vacanza negli Stati Uniti dove prenderanno parte anche ai primi scontri che vedranno nascere una comunità omosessuale consapevole della propria forza (i c.d. moti di Stonewall); mentre Pablo e Lina vanno alle nozze della sorella di lei.

Nella prima parte, Stonewall, il tema è proprio quello della rivolta del 1969 della comunità gay di New York contro i soprusi perpetrati dalla polizia nel corso degli anni; in realtà in questa prima storia la trama sembra senza troppe sorprese andare a parare proprio là e i personaggi sono in qualche modo condizionati da questa tematica, che infatti non permette a questi di esprimere i lati positivi che avevamo visto nel primo volume, dove si era iniziato ad approfondire maggiormente la loro componente psicologica e i rapporti che li legavano.

Si è dunque scelto di creare una trama che scivola verso il lato meramente storico più che verso l’ulteriore indagine dei protagonisti (cosa comunque apprezzabile, dato che i fatti sono poco conosciuti da noi); il che è un peccato, perchè il personaggio di Milo, gay non dichiarato nemmeno tra i suoi amici di lotta, avrebbe potuto essere meglio approfondito e non essere solo il pretesto per raccontare una storia più grande di lui; avrebbe potuto essere il protagonista, pur in un contesto che rimaneva storico, grazie alla sua storia d’amore, che è appena accennata in fin dei conti.

Nella seconda parte, invece, ci si sposta nel futuro di 20 anni (in effetti la prima storia non è altro che un flashback raccontato da Milo), in cui i nostri protagonisti, ora invecchiati, si ritrovano ancora una volta insieme, dopo che le loro vite hanno affrontato negli anni esperienze diverse.

In queste nuove storie del gruppo di ragazzi del Sessantotto sembra ancora più evidente il senso del distacco che l’autore esprime nei confronti di quegli anni, con una nostalgia che sa quasi di denuncia di una incompletezza della rivoluzione che quegli anni avrebbero dovuto portare a compimento. E i personaggi esprimono questo sentimento, dimostrandosi in realtà immersi nella ritualità e nelle tradizioni che la società “borghese” impone ancora loro, concedendo, se del caso, magari un abbigliamento più “casual” anche nelle cerimonie ufficiali, ma il fulcro della questione non cambia: la rivoluzione tanto decantata è stata in qualche modo assorbita, seppure con concessioni importanti; o, forse, sono stati solo i suoi protagonisti ad essere stati assorbiti dalle contingenze della vita.

I disegni di Casalanguida valorizzano la storia soprattutto nella prima parte, in cui le inquadrature cinematografiche rendono le scene ancora più dinamiche e “tumultuose”.

Chiude il volume un interessante approfondimento scritto dallo stesso Manfredi che contestualizza quanto narrato nel fumetto, dedicando la parte finale del volume ai moti di Stonewalll, agli hippie e alla richiesta di maggiore libertà sessuale dalla fine dell’800 in poi.

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