Le 7 differenze fra la scuola degli anime e la vera scuola giapponese

Pubblicato il 5 Maggio 2019 alle 12:00

Si potrebbe quasi dire che molto di ciò che i fan degli anime conoscono del Giappone è proprio grazie alle serie che guardano. Tuttavia ciò che viene rappresentato negli adattamenti animati, anche negli slice of life magari, corrisponde davvero alla verità?

Mettiamo quindi a confronto alcuni degli aspetti del reale sistema scolastico giapponese con ciò  che viene rappresentato negli anime e vediamo se tutto combacia.

Una precisazione sulle scuole giapponesi, il loro sistema accademico è diverso dal nostro ed è così diviso: 6 anni di elementari (dai 6/7 ai 12 anni), 3 anni di medie (dai 12 ai 15 anni) e infine 3 anni di superiori (dai 15 ai 18 anni). Fino alle medie è obbligatorio fare la scuola, le superiori sono opzionali e hanno un test d’ingresso. Terminate le superiori chi ha la possibilità può andare all’università.

Vivere da soli non succede così spesso

Uno studente delle superiori che si rispetti deve vivere da solo, nel suo piccolo appartamento di una grande metropoli cittadina. Questo è ciò che ci hanno insegnato gli anime, tuttavia la vita reale è ben diversa. Lasciando da parte i numerosi impegni e pressioni scolastiche che renderebbero quasi impossibile ad un comune studente delle superiori di provvedere a sé, la pratica di abitare da soli durante la scuola non è così comune.

Capita molto raramente e solo se il ragazzo o la ragazza è stato ammesso ad una scuola molto prestigiosa, lontano da casa, e la famiglia è in grado di provvedere a tutte le spese di affitto e sostentamento. La normalità è vivere con i genitori, anche se molti studenti considerano la convivenza solo come un’altra fonte di stress a causa dalle pressioni di mamma e papà nel fare bene negli studi.

In alcune scuole i lavori part time sono vietati

Un tema aperto è quello dei lavori part-time: negli anime ci sono effettivamente alcuni studenti che lavorano part time senza apparenti problemi, mentre in altri non è così. Basti ricordare Kaichou-wa maid sama in cui la presidentessa del consiglio studentesco è costretta a lavorare part time di nascosto in quanto la scuola che frequenta impedisce questa pratica.

La realtà è identica. Alcune scuole vietano realmente ai propri studenti di lavorare part-time. Il motivo è semplice: è tempo rubato allo studio. Un bravo liceale deve concentrarsi e applicarsi anima e corpo allo studio senza distrazioni esterne.

Le divise non sono così colorate

Spiace ammetterlo ma le colorate e personalizzate divise scolastiche sono un’invenzione degli anime. Il modello è standard e non prevede varianti di nessun tipo. La divisa da marinaretta con il fiocco e la gonna per le femmine e il completo a tinta unita con la giacca a collo alto e i bottoni per i maschi.

Aspetto interessante, le gonne andrebbero portate al di sotto del ginocchio, ma molte ragazze infrangono la regola, nonostante non si vedano le super minigonne degli anime. Banditi anche i capelli colorati o le ragazze troppo truccate. Sono invece concessi e tollerati i numerosi e variegati accessori come spille e altri ornamenti per le borse scolastiche.

Il tetto è proibito

Ogni incontro che si rispetti, ogni meeting che cambierà il destino del protagonista e di migliaia di persone deve avvenire sul tetto dell’edificio scolastico. Non solo questo, è un luogo dove andare a meditare, rilassarsi, mangiare isolati dal mondo o in compagnia degli amici più cari. Un universo magico, insomma, attorno al quale ruotano decine di eventi di vitale importanza.

Purtroppo in tutte le scuole l’accesso al tetto è rigorosamente vietato e bandito. Nessuno studente può accederci liberamente. Il motivo principale sembrerebbe una lotta contro i tentativi di suicidi, tema molto caldo in Giappone, l’altezza del tetto della scuola può essere vista come un ambiente perfetto per fare un salto nel vuoto senza ritorno.

I festival scolastici sono importanti

Se stavate pensando che tutto ciò che abbiamo imparato dagli anime ormai fosse pura fantasia, beh c’è ancora speranza perché i tipici, movimentati e assolutamente invidiabili festival scolastici sono una pratica reale, diffusa e molto attesa dagli studenti delle superiori.

Le aule scolastiche, gli studenti e l’intero complesso accademico si trasformano per dare vita ad un evento unico e inimitabile.

Il consiglio studentesco non ha così tanto potere

Altra nota dolente, forse prevedibile, del confronto tra la scuola rappresentata negli anime e quella vera è il consiglio studentesco. Nella versione animata i membri del consiglio, soprattutto il presidente, emettono paura e rispetto agli occhi degli altri studenti. Non solo, sono in possesso di grandi poteri con i quali possono cambiare le regole scolastiche e avere potere decisionale in merito a molte spinose questioni.

Nella realtà il consiglio studentesco non ha una briciola di potere, esiste come “rappresentanza degli studenti”, ma è una carica più nominale che di importanza. Entrarci non è questo grande onore come molti pensano.

Esistono veramente e sono apprezzati i club

I club a cui dedicarsi dopo il termine delle normali lezioni curriculari esistono per davvero nelle scuole giapponesi e assomigliano molto a quelli visti negli anime. I più popolari sono quelli sportivi (basket, baseball, karate, kendo e così via) e quelli culturali (letteratura, scienze, arte, musica ecc.), non sono minimamente ammessi, invece, quelli insulsi e senza uno scopo specifico. I vari club del pisolino o dell’occulto non sono né accettati né tollerati.

Di norma gli studenti partecipano allo stesso club per tutta l’esperienza delle superiori anche se al terzo anno molti mollano per dedicarsi agli studi. E’ comunque un’esperienza molto bella seppur impegnativa in quanto bisogna riuscire a far combaciare impegni del club con dei buoni risultati nei test.

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