American Gods 2×03: Muninn | Recensione

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La battaglia tra Vecchi e Nuovi Dèi è pronta a scoppiare, dopo gli avvenimenti dei precedenti episodi della nuova stagione.

I Nuovi e i Vecchi Dèi sono pronti a darsi battaglia ed ogni schieramento si sta organizzando al meglio per prepararsi allo scontro ma, l’attentato ad una Vecchia Dea nonché ex-amata di Wednesday, ha portato al rapimento di Shadow che, prigioniero di Mr. Town per volere dei Nuovi Dèi, ha nuovamente vissuto nel ricordo alcuni momenti della sua adolescenza. LauraMad Sweeney si sono occupati del suo salvataggio, con Odino sempre vigile. Dal canto suo Mr. World è rimasto dietro le quinte, sempre in attesa che Techincal Boy trovi Media, arma essenziale per organizzare la guerra ai Vecchi Dèi. Dopo un excursus caratterizzante la parte umana dei personaggi dunque, American Gods sembra pronta ad entrare nuovamente nel vivo della trama. Quale sarà la posizione di Shadow, dopo l’esperienza passata sotto tortura?

SGUARDI INFINITI

Salvato da Laura, Mad Sweeney e soprattutto dall’intervento di Mr. Wednesday, Shadow viene lasciato (apparentemente) da solo tra le rovine del treno deragliato. Confuso e ferito, trova nelle parole del corvo Muninn (fedele compagno di Odino) quasi sussurrate nella sua mente, l’indicazione per una strana meta: Cairo, alla ricerca di Ibis. Sulla strada verso la città, incontrerà Sam Black Crow, una strana e anticonvenzionale ragazza con gli antenati pellerossa. Ma pur non sapendolo, su di lui ci sono gli occhi sia delle Nuove Divinità che del vecchio Wednesday e la sua meta è tutto fuorché casuale… Nel frattempo, Jinn e Salim recuperano Gungnir, la lancia di battaglia di Odino, stringendo un’ apparente alleanza con un Vecchio Dio ingannatore, Iktomi, mentre Laura, “ricucita” nuovamente da Ibis, sceglierà di seguire Mr. Wednesday (rifiutato la proposta di Mad Sweeney, sempre diretto verso il New Orleans alla ricerca del Barone) recandosi con lui da Argo, Vecchio Dio sopravvissuto in una nuova veste grazie all’aiuto dei Nuovi Dèi. E proprio presso l’antico guardiani di Era, i due incontreranno Technical Boy e New Media, nuovo aggiornamento della “vecchia” divinità Media entrambi mandati da Mr. World, con l’intento di sfruttare al massimo il potere della visione di Argo stesso.

CONOSCERE IL PASSATO PER SCOPRIRE IL FUTURO

In Muninn ritroviamo quel filo rosso, sotto nuove sfaccettature, che ha guidato gli eventi di The Beguiling Man: Shadow continua la sua ricerca di se stesso e, episodio dopo episodio, sembra sempre di più avvicinarsi alla meta, nonostante non sia ancora riuscito a carpire la sua vera identità. Come un padre severo ma giusto, Wednesday lo lascia in balìa delle difficoltà facendolo avvicinare, a poco a poco, a quello che è il suo vero Io: il viaggio con Sam Black Crow sembra spingerlo a guardare ai suoi antenati per capire, realmente, chi sia adesso e quale sarà il suo futuro. Se dunque il nostro Odino, come ormai abbiamo imparato, ha a cuore il destino di Shadow (per interessi personali o per affetto, questo è tutto da scoprire) lo stesso non si può dire di Laura, con la quale comunque ha modo di confrontarsi nella visita ad Argo; Wednesday forse la conosce più di quanto lei conosca se stessa e ciò la porta a vivere una crisi che scoppia nel finale dell’episodio. Sin dal suo ritorno in vita, ha pensato che la sua ragione di esistere, la sua “luce”, fosse effettivamente Shadow, ma nuovi eventi sembrano mettere tutto in discussione…

Con la solita tagliente e raffinata ironia ed un simbolismo eccezionale, la seconda stagione di American Gods aggiunge un altro tassello di transizione per il raggiungimento della meta finale: Muninn non regala picchi di eccezionalità, ma offre spunti che troveranno sicuramente maggior enfasi nel proseguo della stagione.

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