Supergirl 4×14 – Stand and Deliver | Recensione

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Con la Elite a piede libera, Ben Lockwood – il nuovo direttore per gli Affari Metaumani – firma la sua prima iniziativa anti-alieni che rischia di trasformarsi in una tragedia.

Con l’episodio della scorsa settimana – la nostra recensione QUISupergirl aveva fatto decisamente il punto della situazione dopo due settimane di pausa recuperando una vena più spiccatamente action e supereroistica. Nel quadro complessivo delle trame, l’ago della bilancia era stato forse in maniera inaspettata il Presidente che con le sue azioni aveva esacerbato il contrasto fra i Children of Liberty e la Elite – la squadra formata da Manchester Black.

L’episodio aveva portato avanti l’idea che queste due fazioni, con i loro estremismi, fossero le due facce di una stessa medaglia con Supergirl e i suoi alleati a fare da pacieri. Il finale aveva poi sancito una pericolosa svolta: il Presidente aveva nominato Ben Lockwood nuovo direttore per gli Affari Alieni mostrando come le sue azioni seguissero una propria, personale, agenda.

Nell’episodio di questa settimana, intitolato Stand and Deliver, la Elite è ancora a piede libero e Supergirl deve subito salvare Ben Lockwood da un attentato. Mentre Alex viene assegnata come scorta proprio a Lockwood, Supergirl, J’onn e Dreamer riescono a catturare, e a consegnare al DEO, Menagerie ma senza ottenere da lei informazioni.

Lockwood intanto firma la sua prima iniziativa come direttore per gli Affari Metaumani abolendo l’Alien Amnesty Act che permetteva agli alieni di trovare rifugio sulla Terra e promuove una marcia anti-alieni che, ovviamente, scatena una contro-manifestazione in uno scenario potenzialmente pericolosissimo.

Manchester, Hat e la Morae intanto si introduco nella Fortezza della Solitudine intervenendo poi quando le due manifestazioni si scontreranno e seminando il caos. A farne le spese sarà però James…

Stand and Deliver è un episodio di passaggio con qualche ombra di troppo e poche luci che ricalca il canovaccio di quello della settimana scorsa. Anche questo episodio infatti soffre di una prima parte troppo farraginosa ed erratica che fatica a stabilire un buon ritmo e a piazzare le pedine subito nella giusta posizione.

Quando però si raggiunge il climax ovvero lo scontro fra le due manifestazione, l’episodio trova la sua forma migliore facendo riemergere quella componente sociale che aveva contraddistinto l’inizio di questa quarta stagione lasciandosi andare a “commenti” politici attuali mai banali né pesanti.

Purtroppo però non tutti gli elementi in campo funzionano a dovere. Ad esempio il rapporto/scontro fra Manchester Black e J’onn è ancora acerbo e fumoso così come la sotto-trama di Lena viene, almeno per questo episodio, messa in secondo piano.

La regia fatica a trovare il giusto ritmo salvo poi confezionare alcune buone scene d’azione che rendono la seconda parte dell’episodio molto più gradevole e scorrevole.

Il finale, a sorpresa, getta ovviamente benzina sul fuoco di un po’ tutte le trame visto che James è coinvolto, seppur in diversa misura, in ognuna di esse. Vedremo come showrunner e sceneggiatori faranno evolvere questo plot twist anche per quanto riguarda lo status quo del personaggio.

Supergirl ha contenuti concreti da sviluppare ma non riesce a trovare la giusta forma per farlo confezionando un filotto di episodi, finora, con molto potenziale ma dallo svolgimento singhiozzante.

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