Riverdale 3×13 – Requiem for a Welterweight | Recensione

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Mentre a Riverdale si ridefiniscono gli equilibri, vecchi e nuovi fantasmi tormentano Archie, Betty, Veronica e Jughead.

Riverdale era approdato alla sua pausa di due settimane con un filotto di episodi eterogenei ma altalenanti. Nell’ultimo episodio – la nostra recensione QUI – in particolare era apparsa evidente l’intenzione di tracciare una netta linea di demarcazione e cambiare drasticamente lo status quo generale con l’introduzione di Gladys, la madre di Jughead, come nuovo attore criminale nel palcoscenico cittadino e soprattutto con la comparsa di un nuovo Gargoyle King che aveva sfidato gli adulti a terminare la loro partita a Griffins and Gargoyles salvo poi rivelare essere il padre di Moose intenzionato a punire il figlio per la sua omosessualità.

In Requiem for a Welterweight, l’episodio di questa settimana, gli equilibri a Riverdale sono sempre più precari. Gladys continua la sua scalata ostile chiedendo a Veronica, che deve ancora scontare il debito per conto della madre, di fare la spia sulle mosse del padre intenzionato a recuperare velocemente il controllo degli affari illeciti essendo all’oscuro che proprio la moglie è stata la mandante dell’attentato. Jughead vede le fila dei suoi Serpents dimezzarsi dopo che, avendo defenestrato Cheryl e Toni, queste due hanno fondato le Pretty Poisons e cerca nuove reclute fra le file dei Gargoyles.

Betty deve gestire la madre che sta per essere battezzata alla fattoria cercando fonti che possano definitivamente screditare il culto mentre Archie, forte della sua nuova relazione con Josie, si getta a capofitto nella boxe acconsentendo ad un incontro, truccato, con un professionista pur essendo impreparato anche solo a sopravvivere.

Come è giusto che sia dopo due settimane di pausa con Requiem for a Welterweight la serie fa il punto della situazione non disdegnando però di costruire ancora i nuovi personaggi e il nuovo background per i vecchi.

In tal senso risulta evidente come il perno che collega sia le vicende di Jug che quelle di Veronica sia Gladys che, grazie ai pochi ma semplici accorgimenti di una sceneggiatura intelligente, si candida subito a superba villain per questa seconda parte di stagione e antagonista diretta di Hiram.

Lentamente si sta riprendendo anche il personaggio di Archie, un po’ perso negli ultimi episodi, grazie al tema dell’episodio che strizza l’occhio a Rocky a poche settimane dall’uscita nelle sale di Creed II, grazie anche qui ad una sceneggiatura ben dosata che smorza il tono cupo in favore di uno altrettanto pensieroso ma più concreto.

La regia non è impeccabile, forse spaesata dai troppi filoni narrativi che deve seguire, tuttavia riesce a svolgere un compito più che degno imbastendo un ritmo più sostenuto nella seconda parte dell’episodio che concretizza la fase iniziale preparatoria.

Con questo episodio Riverdale a dispetto di qualche passaggio a vuoto negli scorsi episodi dimostra di avere ben saldo il pallino iniziando a far convergere anche quelle trame finora rimaste un po’ troppo fumose – il Gargoyle King o la Fattoria – ed inserendole in quadri più ampi ed organici. E’ chiaro però che bisognerà ben presto ritornare anche a concentrarsi sull’evoluzione dei quattro protagonisti in balia degli eventi delle ultime settimane.

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