The Flash 5×13 – Goldfaced | Recensione

Pubblicato il 6 Febbraio 2019 alle 16:00

Mentre Nora deve proteggere i suoi segreti da Sherloque, Barry e Ralph dovranno passare dall’altro lato della legge per cercare di fermare definitivamente Cicada.

Avevamo lasciato The Flash la scorsa settimana con un episodio ben ritmato ma acerbo – la nostra recensione QUI – che aveva cercato di unire drama, sci-fi e il supereroismo più campy con l’obbiettivo di far convergere le trame di Cicada ed iniziare a portare in primo piano Nora e il suo mistero.

Nell’episodio di questa settimana intitolato Goldfaced seguiamo parallelamente due filoni narrativi. Da un lato Nora viaggia fino al 2049 per chiedere consiglio ad Eobard Thawne su come neutralizzare Sherloque ormai assorbito a tempo pieno dal decifrare il suo codice scoprendo così, con tutta probabilità, anche i suoi segreti. Dall’altro il Team Flash ha capito che l’unico vero modo per neutralizzare Cicada è utilizzare la cura per i meta-umani messa a punto da Cisco, per utilizzarla però non solo bisognerà iniettarla ma anche tenere fermo il soggetto. Barry e Ralph devono quindi recuperare un “immobilizzatore” finito sul mercato nero e nelle mani del trafficante noto come Goldface.

Thawne suggerisce a Nora di distrarre Sherloque con un nuovo interesse amoroso ma la ragazza, come suo solito, combinerà un mezzo disastro coinvolgendo le ex-mogli provenienti da vari universi. Iris intanto, nel tentativo di acquisire nuovi lettori per il suo giornale, si rimette sulle tracce di Orlin Dwyer scoprendone il rifugio ma finendo anche in una pericolosissima situazione.

Barry e Ralph pur di ottenere l’immobilizzatore siglano un patto con Goldface che li farà passare dall’altro lato della legge almeno per qualche ora.

Goldfaced si configura come un episodio di passaggio, godibile con qualche luce ma con altrettante ombre.

L’episodio parte bene, con un buon ritmo ma già poco prima della sua metà rallenta accomodandosi su stilemi già abbondantemente usati – i doppelganger dagli altri universi delle mogli di Sherloque – e una spasmodica ricerca del comic relief.

Frettolosa è anche la sotto-trama con protagonista Iris – che però è bello vedere tornare ad essere più simile alla sua controparte fumettistica – e quindi il grosso dell’episodio grava sulle spalle di Barry e Ralph prima infiltrati e poi criminali in una bella e convincente dinamica da buddy cop supportata sia da una rilettura convincente del villain Silver Age Goldface sia da un paio di scene d’azione che pur senza la presenza di Flash convincono merito di una regia semplice ma efficace.

Alla fine dell’episodio la sensazione che permane però è la stessa delle ultime tre settimane: showrunner e sceneggiatori muovono piccoli passi, quasi impercettibili, per far progredire le trame principali cercando qualsiasi “scusa” per deviare.

E’ pur vero che Goldfaced riesce ad intrattenere decisamente meglio lo spettatore rispetto agli ultimi due episodi riportando al centro dell’attenzione alcune dinamiche fra i personaggi messe colpevolmente da parte in favore di soluzioni più semplici e scontate – Ralph/Barry funzionano decisamente meglio del solito Ralph/Cisco.

E’ difficile giudicare lo stato di forma di The Flash che non è negativo ma non è neanche sicuramente positivo. Da questo limbo si può uscire solo iniziando davvero a dare sostanza alla trame principali e magari liquidando Cicada, villain che non ha mai convinto in pieno dal primo minuto.

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