The Flash 5×12 – Memorabilia | Recensione

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Il Team Flash è impegnato a trovare un modo per risvegliare Gracie e neutralizzare Cicada ma l’operazione potrebbe rivelarsi fatale per Nora.

Avevamo lasciato The Flash con un discreto episodio la scorsa settimana – la nostra recensione QUI – teatro di un nuovo scontro fra il Team Flash e Cicada e che, pur risolvendosi con un nulla di fatto, aveva comunque fornito a Barry un nuovo interessante spunto per sconfiggere il villain. Risvegliare Gracie, la figlia adottiva, di Cicada cercando così di mitigare la sua furia nei confronti dei meta-umani.

Da queste premesse riparte l’episodio di questa settimana intitolata Memorabilia e che vede Sherloque impegnato nel cercare un modo per risvegliare la bambina ricorrendo ad un macchina che, una volta sincronizzata, permetterà di accedere al suo subconscio.

La soluzione mette ovviamente in allarme Nora – che ricordiamo nasconde il terribile segreto dell’alleanza con Eobard Thawne, le cui motivazioni ci sono ancora sconosciute – la quale quindi approfitta di un momento di distrazione per collegarsi alla macchina e cercare di risvegliare Gracie da sola.

Il piano tuttavia si complica quando la mente della bambina inizia a difendersi intrappolando Nora. Scoperta l’iniziativa di quest’ultima, Barry e Iris si collegano anche loro alla macchina finendo però nel subconscio di Nora e a loro volta intrappolati.

Mentre Cisco procede a tamburo battente nella ricerca di una cura per il meta-gene, il resto del Team Flash è impegnato a liberare i West dalle varie dimensioni oniriche. Il punto è cercare delle discrepanze in questi ricordi e per il rotto della cuffia i tre si salvano ma l’idea di risvegliare la bambina per il momento viene accantonata: forse la connessione fra Orlin Dwyer e Gracie è più forte di quello che abbiamo immaginato e Cicada non è quello che sembra.

Barry quindi informa Cisco che l’unica possibilità potrebbe essere sperimentare la cura proprio su Cicada mentre Sherloque chiede a Barry quale era la “misura difensiva” con cui si era battuto nella mente di Nora, Barry ovviamente risponde perplesso che era il costume “vuoto” Reverse Flash.

Memorabilia non sembra riuscire a fornire la giusta spinta per tirare The Flash dal pantano in cui si è cacciato già nell’episodio precedente. Questa settimana showrunner e sceneggiatori cercano un approccio tutto incentrato sul drama con un plot a metà fra lo sci-fi più spinto e il supereroico più campy ma con un risultato acerbo e che costringe lo spettatore a scavare per trovare gli spunti di vero interesse, nell’ottica della prosecuzione delle trame principali, nel mezzo di una serie di sequenze abbastanza prevedibili dai temi già ampiamente sviscerati.

L’intento risulta evidente a metà episodio: iniziare ad insinuare da un lato in Barry il dubbio che Nora non sia quello che dice di essere e dall’altro fornire al villain Cicada un twist che, con i pochi elementi raccolti in questo episodio, sarebbe bizzarro e potenzialmente un disastro se non gestito con accortezza.

Per fortuna l’episodio gode di un buon ritmo, forte di una regia che non si perde in inutile fronzoli ma che non può fare miracoli e deve “arrendersi” nello spostare l’attenzione sul comic relief di Ralph e Cisco il cui filone narrativo trova compimento solo a fine episodio e in maniera un po’ forzata.

The Flash aveva ripreso la sua corsa dopo la pausa invernale e il crossover in maniera molto convincente ma nelle ultime due settimane la serie si è adagiata, girando un po’ in tondo sul villain e su Nora senza voler affondare il colpo e prendendo un po’ di tempo, forse troppo, per dare una sterzata vera alle trame.

Non è un momento positivo per la serie ma ne ha attraversati di peggiori, la speranza è quella che tutto acceleri improvvisamente già dal prossimo episodio.

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