The Flash 5×11 – Seeing Red | Recensione

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Dopo alcune settimane di calma, ritorna brutalmente all’attacco Cicada ma forse questa volta il Team Flash ha davvero trovato un modo per fermarlo.

Il ritorno di The Flash dalla pausa invernale era stato davvero positivo con un episodio – la nostra recensione QUI – denso, interessante e ben equilibrato che aveva ripresto una delle intuizioni migliori di questa quinta stagione ovvero l’idea che anche gli oggetti potessero assumere proprietà meta. Su questo filo conduttore si erano poi innestati una serie di filoni narrativi secondari tutti interessanti e degni di essere sviluppati come quello della cura per il metagene di Caitlin e Cisco o ancora quello della decifrazione del diario di Nora da parte di Sherloque.

L’episodio di questa settimana, intitolato Seeing Red, riporta al centro dell’attenzione quello che è ad oggi il villain principale della stagione ovvero Cicada. Lasciato in disparte per qualche episodio, il villain ritorna a colpire con rinnovata ferocia rimettendo così in moto il Team Flash intenzionato più che mai a fermare il killer di meta.

Un primo scontro però ha un esito drammatico con XS che finisce gravemente ferita, il Team inoltre è messo in scacco dalla sistematicità di questi nuovi attacchi ed inizia a cercare un minimo comune denominatore fra le vittime: tutte sono state recentemente in carcere.

Con una lista degli ultimi meta arrestati, Flash può così giocare di anticipato e mettere al sicuro le potenziali vittime mentre Cicada, avvertito dalla sua talpa presso il Dipartimento di Polizia di Central City, deve comunque andare all’attacco. Lo scontro è come al solito sbilanciato in suo favore ma Flash riesce comunque ad avere la meglio grazie anche al provvidenziale intervento di una ristabilitasi XS.

Proprio l’infortunio di Nora però dà a Barry una idea che potrebbe sancire la svolta nella lotta contro Cicada. Il killer rimane comunque un padre e salvare la figlia potrebbe far cessare definitivamente la sua crociata anti-meta.

Con Seeing Red, The Flash subisce una mezza battuta d’arresto cercando di inserire, in seno ad una serie di sotto-trame interessanti, il villain Cicada che però come già ampiamente dimostrato fatica a catturare l’attenzione dello spettatore e a rappresentare una vera minaccia per Flash e soci o almeno non una minaccia così insormontabile come showrunner e sceneggiatori vogliono farci credere.

L’episodio segue il canovaccio già utilizzato per i precedenti scontri fra il Velocista Scarlatto e il villain il cui climax è rappresentato sempre dalla fuga di quest’ultimo, rinviando la resa dei conti a tempo indeterminato. E’ probabile però che, visto il finale di questo episodio, l’arco narrativo con Cicada stia giungendo alla stretta finale lasciando spazio alle sotto-trame citate poco fa e nello specifico soprattutto a quella legata a Nora e al suo alleato nel futuro.

Anche da questo punto di vista showrunner e sceneggiatori peccano di ingenuità. Se infatti Sherloque inizia ad intuire che la ragazza ha un misterioso alleato decifrando il suo diario, lo spettatore non vive con lo stesso pathos la scoperta conoscendo già la sua identità come visto negli episodi precedenti.

The Flash si concede un episodio di passaggio che sfiora soltanto la sufficienza a causa di alcune ingenuità e della cronica, scarsa incisività del villain.

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