Mob Psycho 100 II – Episodi 1-4 | Recensione

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La versione esper di Saitama è tornata in grande stile per una seconda stagione che promette davvero molto, molto bene.

Gli appassionati di One Punch Man molto probabilmente saranno stati stuzzicati dalla seconda opera del suo autore ONE, che è riuscito a proporre un prodotto il quale, pur avendo alcuni punti di contatto con la sua opera prima, se ne discosta grandemente per quanto riguarda la sua struttura narrativa, ben più complessa.

Dopo una prima stagione sfavillante, ecco tornare, dagli inizi di questo 2019, Mob Psycho 100, la serie animata basata sul manga omonimo di ONE, autore dotato di uno stile grafico molto essenziale, ma proprio per questo anche molto incisivo, che viene trasposto in maniera estremamente dinamica nel formato di anime, caratterizzato da colori vivaci e da scene di combattimento estreme che trasmettono alla perfezione il senso di dinamicità in esse contenuto.

SHIGEO “MOB” KAGEYAMA E I SUOI SENTIMENTI

Come già sappiamo, i poteri spichici di Mob sono tali che per tenerli sotto controllo il ragazzo è costretto a sopprimere le proprie emozioni, le quali, superata la soglia del 100%, scatenano tutto il potenziale di Shigeo in maniera incontrollata e a dir poco devastante.

In questa seconda stagione si sta dando maggiore importanza proprio a questo aspetto, a causa del quale Mob sembra essere privo di sentimenti, costantemente apatico e, per questo, non proprio di buona compagnia. Nel corso delle sue avventure più recenti, Shigeo ha manifestato i propri sentimenti in maniera più plateale in almeno due occasioni:

Nel primo episodio: Emi, una ragazza che ha iniziato di recente a frequentare Mob per una scommessa fatta con le proprie amiche, ha scritto un romanzo che vuole far leggere a Mob, ma dopo avergli confessato di non essere davvero interessata a lui la cosa sembra finire lì. Ma quando le pseudo-amiche della ragazza la deridono per il fatto che abbia scritto un romanzo e lo riducono in pezzi, Shigeo vive uno di quei rari momenti in cui manifesta apertamente i suoi sentimenti: rivelando in questo modo a Emi di essere dotato di poteri psichici, il giovane esper rimette insieme quelle pagine in una scena molto poetica e toccante:

Questo episodio iniziale è molto importante anche perché Shigeo prova a sperimentare altre vie con i suoi poteri: trovandosi di fronte a una presenza in grado di controllare alberi e vegetazione, il ragazzo si chiede se potrebbe egli stesso riuscire ad agire allo stesso modo, comportandosi, dunque, di fatto, come uno spirito maligno:

Nel terzo episodio: Shigeo si trova di fronte a un dilemma che lo mette in crisi al punto da far vacillare perfino il suo mentore, il grande psichico Reigen Arataka, che arriva a dubitare delle proprie capacità: i due sono stati assunti da un gruppo di ragazzi terrorizzato da alcune presenze spettrali. Una volta giunti sul posto, Mob inizia a parlare con le tre presenze, scoprendo così che si tratta di una famiglia morta prematuramente che non ha alcuna intenzione di far del male agli esseri umani, ma che desidera solo trascorrere ancora un po’ di tempo insieme in pace, prima della inevitabile dipartita.

Il semplice fatto di trovarsi di fronte a degli spiriti pacifici fa letteralmente tremare Shigeo al solo pensiero di esorcizzarli, per cui Reigen, vedendo il suo sottopagato discepolo vivere un momento di crisi interiore profonda, fa quello che gli riesce meglio: truffare i suoi clienti lasciando credere loro di aver esorcizzato le terribili presenze spiritiche con una bella manciata di sale.

Il terzo episodio è fondamentale anche perché viene rivelato che alcuni esseri umani possono separare la propria anima dal corpo attraverso i viaggi astrali, assumendo, in questo caso, l’aspetto di spiriti maligni: questa sarà una informazione vitale per il nostro Shigeo!

L’episodio più debole fino a ora di questa second stagione di Mob Psycho 100 è il secondo, nel quale Reigen e Shigeo vengono assunti per indagare su alcune leggende metropolitane, la stragrande maggioranza delle quali però si riveleranno essere delle semplici leggende:

MOB Vs. MOGAMI KEIJI

Il botto arriva con il quarto episodio, l’ultimo andato in onda, nel quale i nostri eroi vengono convocati per esorcizzare una bambina, che viene tenuta prigioniera da suo padre in una stanza con un finto specchio per monitorarla e legata al suo letto (come non pensare all’Esorcista?).

Quando Reigen entra nella sua stanza, ha poco tempo per chiacchierare la ragazza, la quale gli dice però che in realtà è suo padre a essere stato posseduto da un demone, e che a causa di questo la tiene legata a un letto suul quale vengono anche perpetrati contro di lei abusi e violenze da parte di più uomini:

Ma Reigen non è uno sprovveduto, e da alcuni dettagli deduce che lo spirito maligno all’interno del corpo della sua giovane cliente stesse in realtà cercando di ingannarlo. E in effetti è proprio così, come dimostra il terrore che si dipinge sul volto di Fossette, che sa bene chi si stanno trovando di fronte: Mogami Keiji era un potente psichico che usava i suoi poteri sia per aiutare le persone che per ucciderle su commissione. Questa doppia vita con il trascorrere del tempo lo ha logorato fino al punto che iniziò a desiderare di trasformarsi nel più potente spirito maligno al mondo, assorbendo le molecole spirituali di alcuni spiriti maligni.

Sarà in questa occasione che Mob userà il viaggio astrale per entrare nel corpo della ragazza posseduta e cercare così dio esorcizzarla dall’interno. Grazie a questa trovata, potrà avere una chiacchierata con Keiji, che gli rivelerà anche che l’origine di quei poteri spaventosi risiede proprio nelle emozioni che così affannosamente Shigeo cerca di rifuggere…

Il finale aperto, poi, lascia i fan nella trepidazione dell’attesa di sapere cosa riserverà la nuova puntata, grazie a una trovata geniale e inaspettata.

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