Babyteeth Vol. 2 – Maleducazione di D. Cates & G. Brown | Recensione

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Saide Ritter ha partoritò l’Anticristo ma forse non è questa la notizia più sconvolgente che apprenderà in questo volume di Babyteeth intitolato Maleducazione.

Cogliendo la proverbiale palla al balzo, saldaPress ci aveva proposto subito Baby Teeth – la serie pubblicata da Aftershock Comics negli USA – e firmata da Donny Cates vero astro nascente del fumetto americano e di cui sempre l’editore emiliano pubblica l’ottima Redneck.

Nel primo volume – la nostra recensione QUI – avevamo fatto la conoscenza di Sadie Ritter una nerd sedicenne che nasconde al padre e alla sorella di essere rimasta incinta. Come e perché questo sia potuto succedere passa in secondo piano quando il giorno del parto si avvicina e questa gravidanza si dimostra, seppur indesiderata, tutt’altro che “normale”. Al momento della nascita del piccolo Clark una serie di terremoti scuotono la terra e, fin da subito, diverse persone gli danno la caccia. Secondo una misteriosa organizzazione nota come La Silhouette, Clark è infatti l’Anticristo, destinato a portare il mondo alla distruzione.

Sfuggita quindi ad un primo assalto, Sadie insieme al suo bambino, alla sorella e al padre si è affidata alla Via e al misterioso Dancy sinistro stregone dai misteriosi poteri capaci anche di calmare il piccolo Clark e il suo pianto devastante. In questo secondo volume intitolato Maleducazione, il gruppetto è quindi diretto in Maine verso il quartier generale della Via dove potranno essere al sicuro e Clark potrà crescere in tranquillità.

Mentre la Silhouette si riorganizza assoldando il letale Coyote da sguinzagliare sulle loro tracce, Sadie apprende la verità, o presunta tale, su Clark e sul suo ruolo nel mondo da una persona talmente inaspettata da rovesciare tutte le sue sicurezze in momento delicatissimo.

I piani della Silhouette e della Via si incroceranno in un nuovo assolto ma non andranno assolutamente a buon fine e a farne le spese sarà proprio Sadie che fuggirà finendo al sicuro in Palestina ma senza il piccolo Clark!

In questo secondo volume Donny Cates rivolge i suoi sforzi nel dare sostanza alla sua trama abbandonando per un momento le ottime riflessioni che avevano fatto da corollario all’incipit del primo volume. In questo senso sarà facilmente rintracciabile l’influenza di Garth Ennis e del suo seminale Preacher almeno per quanto riguarda gli attori che il giovane autore decide di mettere in campo nella prima parte del volume che però si rivelano meri strumenti per riportare il tutto su territori più personali e con al centro sempre la protagonista Sadie.

Maleducazione quindi è un volume che serve a Cates per prendere le misure del suo racconto dando coordinate concrete – e facilmente individuabili anche dai lettori meno esperti – prima di tuffarsi, si spera, in una narrazione riprenda quelle riflessioni del primo volume e le ampli.

Il disegnatore Garry Brown si dimostra meno “timido” in questo secondo volume e pur mantenendo inalterato il suo stile che fa delle stilizzazione la sua cifra principale cura meglio i dettagli anatomici forte di una costruzione della tavola dallo story-telling sempre chiarissimo. L’appunto forse da fare a Brown è legato alle chine troppo invadenti soprattutto nei frangenti dove bisognerebbe lasciar respiro il gioco dei chiaroscuri.

Solida la confezione targata saldaPress con il brossurato con alette in cui va sottolineato il lavoro impeccabile in fase di traduzione e adattamento di Stefano Formiconi e Alessio Danesi.

Babyteeth sta ancora emettendo i suoi primi vagiti – perdonate la pessima battuta – e Donny Cates dimostra di avere ancora parecchio da raccontare su Sadie e sul piccolo Clark.

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