Noi Siamo gli X-Men | Recensione

Pubblicato il 21 Novembre 2018 alle 17:00

Arriva un mastodontico volume dedicato alla più celebre squadra mutante della Marvel: gli X-Men! Non perdete le principali avventure della squadra guidata dal Professor Xavier firmate da autentiche leggende dei comics!

Panini Comics propone un corposo volume che include le storie più significative degli X-Men, la celeberrima squadra mutante che entusiasma ormai da anni generazioni di lettori. Il sommario è composto da episodi firmati da autori a dir poco leggendari e si segnalano per la loro indiscutibile qualità. Si apre, ovviamente, con il mitico n. 1 di X-Men, firmato dal Sorridente Stan Lee, scomparso di recente, e dal Re Jack Kirby. Giudicarlo sarebbe anche inutile, considerando la valenza seminale di questa avventura che ebbe il merito di proporre la formazione originale del team e lo storico avversario di sempre, il terribile Magneto.

In ogni caso, sin dal principio Lee introduce il tema del razzismo nei confronti dei mutanti e le contrapposte visioni ideologiche di Charles Xavier e di Magneto; in pratica, gli elementi narrativi che tuttora caratterizzano le varie collane targate X. Subito dopo c’è un altro episodio storico, tratto dal n. 1 di Giant-Size X-Men che ebbe il merito di introdurre la seconda e più fortunata formazione degli Uomini X. I testi sono del veterano Len Wein e i disegni dell’efficace Dave Cockrum.

Il n. 101 di Uncanny X-Men ha un’altra importante valenza storica. E’ qui, infatti, che il deus ex machina Chris Claremont presenta l’inarrestabile Fenice, destinata a giocare un ruolo cruciale nelle saghe mutanti. Chris delinea una trama ricca di tensione e pathos, ancora oggi avvincente, avvalendosi del tratto alla Carmine Infantino del bravo Cockrum.

Il libro non avrebbe potuto, tuttavia, escludere il. 137 di Uncanny X-Men che ha una rilevanza indiscutibile, non solo per la storia della Marvel ma del fumetto americano in generale. In pratica, è il tragico capitolo conclusivo della straordinaria saga della Fenice Nera. Il grande Chris Claremont racconta la fine di Jean Grey, ormai incontrollabile a causa dei suoi incredibili poteri. I testi e i dialoghi sono poetici e struggenti e non hanno perso la loro carica espressiva. Le matite plastiche e dinamiche del grandissimo John Byrne, inoltre, valorizzano la potenza del plot.

Il n. 150 di Uncanny X-Men è altresì importante perché è qui che Claremont inizia lentamente a modificare la psicologia di Magneto. Dopo uno scontro con i mutanti, il Signore del Magnetismo rimane sconvolto quando si rende conto che avrebbe potuto uccidere la giovane Kitty Pryde. Come ho scritto, è da questo albo che incomincia il lungo processo di maturazione del personaggio e Claremont anche stavolta scrive testi profondi e suggestivi. Alle matite c’è di nuovo Cockrum che, comunque, risulta meno incisivo rispetto alle prove precedenti.

Si procede poi con il n. 1 di X-Men, collana mutante nata nel 1991. Il primo episodio è sempre firmato da Claremont che, però, dopo pochi episodi lascerà la Marvel e i mutanti a causa di contrasti con l’allora editor in chief Bob Harras. Claremont riprende ovviamente Magneto, narrando un nuovo scontro con il team. Sembra la chiusura del cerchio, con Erik Lansherr che, come ai suoi esordi negli anni sessanta, torna a essere un villain. La sceneggiatura è perfetta e gli spettacolari disegni di Jim Lee fanno di questo albo una pietra miliare dei comics.

Il n. 303 di Uncanny X-Men, invece, rappresenta l’epoca di Scott Lobdell, lo scrittore che sostituì Chris e firmò episodi altrettanto memorabili. In questo caso, concepisce uno scontro tra gli Uomini X e lo stravagante Arcade e dimostra di conoscere bene la psicologia dei personaggi. I disegni di Richard Bennett, sebbene un po’ standardizzati, risultano interessanti.

Tocca poi ai nn. 114/115 di New X-Men. Sono episodi che suscitarono un putiferio poiché costituiscono l’inizio della discussa run del folle e trasgressivo Grant Morrison che, al di là delle polemiche dei fan più tradizionalisti, rivoluzionò la serie, proprio come anni prima aveva fatto lo stesso Claremont. Morrison presenta l’inquietante Cassandra Nova e delinea una story-line incentrata sulle robotiche Sentinelle, scrivendo i consueti testi deliranti e visionari che sono parte integrante del suo stile. Ai disegni c’è l’ottimo Frank Quitely che con il suo tratto spiazzante presentò versioni a dir poco personali di Ciclope, Xavier, Wolverine e gli altri character.

Il volume si chiude, infine, con il n. 1 di All New X-Men, scritto da Brian Michael Bendis che, almeno in questo episodio, si limita a porre le basi della sua run che non entusiasmerà tutti, malgrado siano innegabili le innovazioni da lui apportate. I disegni sono di Start Immonen che ci dona belle tavole impreziosite da dinamismo e plasticità. Insomma, questo libro ha il merito di presentare materiale di qualità elevata e può essere un ottimo punto di partenza per coloro che intendono avvicinarsi all’affascinante universo mutante.

 

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