Tokyo Alien Bros. 2 & 3 | Recensione

Pubblicato il 5 Novembre 2018 alle 11:00

Dynit propone in Italia il secondo ed il terzo dei tre volumi del manga di Keigo Shinzo, autore ormai noto a livello internazionale.

Fuyunosuke Tanaka è un giovane studente universitario apprezzato da tutti, in quanto intelligente, bello e gentile. Una sera un essere gelatinoso alieno arriva sulla Terra e va subito da Fuyunosuke, che lo saluta come suo fratello. I due infatti sono invasori alieni inviati sul nostro pianeta per farne il nuovo habitat del loro popolo. Tuttavia prima di procedere all’invasione è necessario verificare che gli alieni riescano a integrarsi tra i terrestri, riuscendo ad assumere non solo il loro aspetto, ma anche gli usi ed i costumi. La cosa non è facile, soprattutto per Natsutaro, probabilmente il più impacciato tra i suoi e proprio per questo inviato sulla Terra come test: se ce la farà lui, infatti, i suoi superiori ritengono che il pianeta sarà facilmente conquistabile; il suo esame consiste nel riuscire a superare due prove, per nulla facili…

Keigo Shinzo non cambia la struttura narrativa (il classico contrasto alieni/esseri umani per dare una visione più o meno critica dei vizi e delle virtù dei terrestri) che aveva decretato il buon successo del primo volume: così Fuyunosuke rimane il ragazzo integrato nella società umana, che però dimostra di essere in realtà un calcolatore nei confronti della sua missione e dei comportamenti del fratello; quest’ultimo, invece, è ancora imbranato, tuttavia nella sua inadeguatezza riesce ad avere un discreto successo con il prossimo, proprio per questo suo essere imbranato e, quindi, così umano.

Qui abbiamo però un ulteriore passo in avanti sia per l’uno che per l’altro fratello; infatti anche Fuyunosuke, che non si considera umano (anzi, si vanta di non esserlo), comincia a sviluppare degli atteggiamenti umani, come la gelosia nei confronti del fratello per i traguardi che questo sta cominciando a conseguire nel nostro mondo; e queste nuove sensazioni (che esploderanno nel terzo ed ultimo volume) lo disturbano e lo rendono finalmente coprotagonista al 100%, mentre nel primo volume il suo ruolo sembrava più staccato rispetto a quello di Natsutaro, che, proprio grazie alla sua incapacità di adattamento, era completamente al centro della scena. Nel primo volume, inoltre, l’autore mirava anche a sottolineare come nostri certi comportamenti visti da fuori siano in realtà piuttosto comici, se non insensati; in questi ultimi tomi, invece, ci si concentra più sui personaggi e le loro reazioni che sulle usanze in genere degli umani; tuttavia il lato comico è comunque sempre presente nella serie, grazie alle esperienze del simpatico Natsutaro.

Dal punto di vista dello stile, le tavole di Keigo Shinzo sono piuttosto interessanti, con linee essenziali riguardo ai personaggi, che sono caratterizzati bene anche stilisticamente. Gli ambienti invece si confermano molto curati grazie anche ai molti dettagli che li caratterizzano, riuscendo a dare una idea realistica dei luoghi cittadini in cui vivono i personaggi, come il negozio dove trova – molto inaspettatamente – lavoro Natsutaro.

Keigo Shinzo si conferma dunque un artista dallo stile molto particolare, assai distaccato da quelli della sua generazione e proprio per questo apprezzabile per la ricerca individuale che ha in autonomia sviluppato.

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