Si inizia a dipanare il mistero sulle origini di Rachel, mentre rivisitiamo quelle di Dick e, con fatica, anche quelle di Kory.

Dopo un esordio buono ma non esaltante – la nostra recensione QUITitans aveva messo la proverbiale marcia in più nel secondo episodio – la nostra recensione QUI

L’episodio della scorsa settimana, tesissimo e brutale, aveva messo in evidenza come la serie volesse sì fare perno sulla vicenda di Rachel – e sul misterioso culto che le dà la caccia – ma volesse anche scavare nella psicologia e nei rapporti dei giovani eroi protagonisti. Per fare questo erano stati introdotti Hawk & Dove che, fungendo da contraltare a Dick/Robin, avevano permesso sostanzialmente di mettere in primo piano i personaggi con riletture finalmente convincenti, dialoghi intelligenti e soppesati ma mai stucchevoli e soprattutto avevano permesso di giocare con alcuni stilemi classici del fumetto supereroistico.

L’episodio si era concluso con un drammatico cliffhanger: gli agenti del Culto avevano rintracciato e attaccato Rachel, Dick, Hank e Dawn lasciando quest’ultima in fin di vita.

Nell’episodio di questa settimana intitolato Origins vediamo gli agenti del Culto prendere in consegna Rachel mentre da lontano Kory osserva la scena. Portano così due sequenze flashback parallele che si affacceranno più volte nel corso dell’episodio: la prima riguarda Kory che inesorabilmente era risalita alla posizione di Rachel pur non sapendo ancora né chi sia né perché sta cercando la ragazza, l’altra riguarda le origini di Dick.

Nel presente intanto Kory riesce a strappare Rachel dalle grinfie del Culto riportando così la ragazza in un misterioso convento e sperando di ottenere maggiori indizi sul passato di entrambe, Dick intanto segue a distanza cercando di riacciuffare le due.

La reunion porterà più dubbi che certezze e mentre Kory e Dick iniziano a confrontarsi sulle informazioni in loro possesso, il Convento risulta un posto tutt’altro che sicuro per Rachel che finisce per attingere al suo lato oscuro.

Origins è un evidente episodio di passaggio che cerca di rileggere, non benissimo, il cliché delle origini dei vari personaggi.

L’episodio in realtà non riesce mai a trovare il giusto ritmo perdendo spesso il bandolo della matassa e saltando da situazione in situazione senza riuscire neanche a concentrarsi, come fatto nell’episodio precedente, sui personaggi che interagiscono ma in maniera poco convincente.

Grande spazio è riservato a Kory, assente nello scorso episodio, ma la rilettura del suo personaggio è ancora poco convincente se non addirittura acerba e a tratti stereotipata – serviva per forza un personaggio femminile badass da inserire?

Showrunner e sceneggiatori poi paiono volersi necessariamente complicare la vita intrecciando le sue origini con quelle di Rachel, licenza molto libera rispetto al materiale originale, cosa che fra l’altro potrebbe portare a risultati forzati e/o poco credibili. Vedremo se l’impressione verrà confermata nei prossimi episodi.

L’idea di intrecciare le origini e i misteri legati ai vari personaggi è apprezzabile ma l’esecuzione manca di inventiva e di verve, Origins alla fine fa il compito ma la sensazione dopo una ventina di minuti è quella di sapere dove si andrà a parare alla fine dell’episodio.

La regia è erratica: troppi filoni narrativi da seguire e i movimenti di macchina e soluzioni diventano perciò statici cercando di seguire la densa sceneggiatura. Insufficiente la CGI – la scena della prima fuga di Dick è davvero artefatta.

Insomma quanto visto di buono la settimana scorsa viene in parte disatteso in Origins e anche le venature horror che tanto bene avevano fatto nei due episodi precedenti qui vengono ridotte al minimo. Mai come in questo terzo episodio si ha avuto la sensazione di vedere una serie targata The CW.

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