Dopo mesi di speculazione, trailer, immagini e polemiche è finalmente disponibile Titans, la serie battezza ufficialmente il servizio streaming DC Universe.

Titans è nato sotto una cattiva stella. Complice una campagna promozionale che non ha giocato benissimo le sue carte, alcune scelte in fase di casting che hanno sollevato polemiche infinite – e forse anche un po’ esagerate – e soprattutto complice la oramai cronica sfiducia di critica e grande pubblico di qualsiasi prodotto targato DC.

Dopo mesi di attesa oggi è finalmente il giorno del debutto della nuova piattaforma streaming dedicata ovvero DC Universe e con lei debutta anche Titans, la serie che fungerà un po’ da ammiraglia per tutti i prodotti che seguiranno, già annunciati, e che debutteranno nei prossimi mesi fra cui Doom Patrol e Swamp Thing.

Il primo episodio, intitolato senza troppa fantasia a dire il vero Titans, parte con una lunga sequenza onirica della giovane Rachel che rivive la morte dei celeberrimi Grayson Volanti. La ragazza si sveglia di soprassalto sapendo che non è l’ultimo di una serie di episodi che la perseguitano da tutta la vita.

Dai sobborghi ci spostiamo in città, a Detroit, dove facciamo la conoscenza del Detective Dick Grayson. Schivo e taciturno, scopriremo presto chi è davvero Dick quando, seguendo una pista su una compra-vendita di droga, entrerà in azione Robin!

Avvistato l’ultimo volta più di un anno fa a Gotham ora Robin sembra essere un problema di Detroit.

Intanto Rachel, tornata a casa da scuola, trova la madre alla mercé di un uomo che le spiega che quella non è la sua vera madre per poi spararle… la ragazza allora “perde il controllo” riuscendo a fuggire e dirigendosi ovviamente verso la città dove, sfuggendo ad un nuovo agguato, riuscirà finalmente ad incrociare la strada di Dick.

Cambio repentino di scena: a Vienna, una giovane donna è vittima di un incidente d’auto. Quando si sveglia non ricorda nulla né perché uomini armati la stiano cercando. Inizia così lentamente a ricostruire i suoi movimenti e la sua identità… chi è Kory Anders? perché sta cercando una ragazza chiamata Rachel Roth e soprattutto da dove derivano i suoi poteri?

Rachel intanto è stata di nuovo catturata ma Dick si è messo subito sulle sue tracce; una volta arrivato sul luogo del rapimento però Dick verrà “tagliato fuori” dall’azione con “il lato oscuro” di Rachel che prenderà completamente il controllo.

Per Dick e Rachel è ora di un piccolo viaggio. Cosa ci fa intanto una tigre verde in un centro commerciale di una cittadina dell’Ohio… a rubare videogiochi?

Vi è un indubbia dose di coraggio in questo primo episodio di Titans.

Akiva Goldsman (Star Trek: Discovery, Underground), Geoff Johns (The Flash, Arrow), e Greg Berlanti hanno sviluppato infatti l’episodio tenendo conto di vari fattori e influenze, come queste però vengano amalgamate è il risvolto “negativo” di questo primo episodio.

La serie strizza l’occhio – per estetica e scelte stilistiche, vedasi la grossa quantità di sangue – ovviamente a prodotti targati Netflix e/o Amazon Prime Video o, se preferite la versione più diretta di questa affermazione, potete stare tranquilli perché siamo lontani anni luce delle produzioni The CW e quindi dall’Arrowverse.

La vera marcia in più dell’episodio è quella di voler quasi sviluppare autonomamente tre generi facendoli convergere poi bruscamente: l’horror di Rachel – la parte a mio modo di vedere meglio riuscita – i classici temi supereroistici con Dick e quelli spy/thriller di Kory.

In questo senso Titans rappresenta davvero una novità se non altro nell’approccio riuscendo ad introdurre i personaggi in maniera personale ed insolita – tocca solo marginalmente e quando serve il materiale originale – ma pecca nel momento di dare sostanza agli avvenimenti prima ancora che ai personaggi che risultano un po’ “scollati” e asettici.

In ultima istanza questo primo episodio è formalmente ineccepibile – sia nella regia che nella sceneggiatura – ma non riesce a stabilire una connessione fra spettatore e personaggi – cosa che invece gli show The CW hanno fatto benissimo e sin da subito negli ultimi anni – mettendo sì in mostra un indubbio potenziale ma in forma estremamente grezza.

La strada da percorrere sembra ancora lunga, e i margini di miglioramento sono parecchi e ben visibili, tuttavia l’inizio è sicuramente buono ma non esaltante.

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