Per Black Lightning c’è una giovane metaumana in fuga da rintracciare, ma il problema più grave è quello che si para davanti a Jefferson Pierce quando viene annunciato chi lo sostituirà come preside della Garfield High.

La season premiere della scorsa settimana ci aveva riconsegnato una Black Lightning in discreta forma – la nostra recensione QUI. La serie infatti sembrava aver fatto tesoro delle ingenuità della prima stagione ma anche dei suoi punti di forza e soprattutto su questi ultimi aveva basato un episodio teso al cui centro aveva trovato posto un ottimo dialogo sul concetto di eroismo, super-eroismo, e sull’idea stessa di aiutare il prossimo.

L’episodio della settimana scorsa però era anche servito per fornire un nuovo status quo alla serie con due poli opposti ma complementari: Jefferson Pierce era stato sospeso dal ruolo di preside della Garfield High mentre Lynn era riuscita, grazie ad alcune abili mosse, a farsi fare responsabile del progetto che sorvegliava i soggetti metaumani rastrellati dalla ASA e tenuti ancora in stasi.

L’episodio di questa settimana, intitolato The Book of Consequences, Chapter Two – Black Jesus Blues, riparte proprio da questi due poli. Da un lato per Black Lightning e Lynn bisognerà rintracciare una giovane metaumana risvegliatasi dalla stasi, mentre per Jefferson Pierce la sfida sarà sostenere il passaggio di consegne con il nuovo preside… un bianco in una scuola con una maggioranza di studenti di colore.

Mentre inizia delinearsi il piano di Tobias, sempre in possesso della misteriosa valigetta con i segreti dell’ASA, ci sono anche da radunare i nuovi metaumani, quelli creati dalla Green Light, come Issa che, portato a casa da Lynn, manifesterà i suoi poteri in tutto il loro deflagrante imbarazzo… per la famiglia Pierce.

Se Anissa sembra ormai pienamente a suo agio con i suoi poteri e nel ruolo di Thunder, lo stesso non si può dire di Jennifer che non ha ancora accettato, oltre a non saper ancora controllarli, i suoi poteri. A questo poi si aggiunge una inaspettata visita di Kalil aka Painkiller.

Dopo la più che discreta season premiere, Black Lightning cade subito nei brutti stilemi che avevano caratterizzato gli episodi meno riusciti della scorsa stagione.

The Book of Consequences, Chapter Two – Black Jesus Blues è sostanzialmente un episodio di passaggio, privo di mordente e poco incisivo.

Nel mezzo di una sceneggiatura infarcita di troppi spunti e di una regia che davvero a fatica riesce a seguire tutti i filoni narrativi vi sono gli unici due, piccolissimi, spunti di interesse: da un lato Tobias rivela, vagamente, il suo piano lasciando così intendere il contenuto della valigetta dell’ASA, dall’altro Lynn si lancia in una prima spiegazione di come funziona la fisiologia dei giovani metaumani e sul perché devono essere messi in stasi onde evitare di collassare.

Per il resto l’episodio vivacchia senza scene d’azione particolarmente significative, con dialoghi abbastanza banali – cosa inusuale per una serie che di fatto si basa sul confronto fra i personaggi – e tentativi davvero poco felici di portare avanti le sotto-trame di Anissa, anche qui le scelte sono abbastanza banali, e di Jennifer ancora, a mio modo di vedere, troppo defilata rispetto a quanto di buono fatto vedere nella seconda parte della prima stagione.

Insomma Black Lightning ritorna alle cattive abitudini della prima stagione, per fortuna o purtroppo, siamo solo al secondo episodio e il tiro potrà sicuramente essere corretto.

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