Quando la situazione sembra essere in una fase di stallo, vicende personali e rivelazioni inaspettate fanno da preludio all’arrivo di un nuovo “nemico”.

Mayans MC si presenta per la seconda metà di questa prima stagione forte dell’episodio migliore, il quinto della scorsa settimana – la nostra recensione QUI – che più che rappresentare un punto di svolta reale nei vari plot aveva evidenziato finalmente delle dinamiche interessanti fra i vari personaggi e aveva gettato una luce nuova sul personaggio di Felipe, il padre di EZ, aggiungendo poi al mix il personaggio di Cole che potrebbe rappresentare alla fine dei conti la proverbiale “mina vagante”.

Questo sesto episodio intitolato Gato/Mis riprende il discorso da una prospettiva diversa: il sospetto che all’interno del club ci siano dei doppiogiochisti. Angel, Ez e Coco iniziano così ad essere sorvegliati più da vicino su ordine di Bishop.

Pur non senza difficoltà l’alleanza fra Angel e Cole è stata suggellata con un successo e Los Olvidados possono beneficiare di questo nuovo e copioso flusso di denaro, tuttavia Angel, visti i rischi corsi, vorrebbe avere maggiori delucidazioni e particolari sui piani del gruppo quantomeno per tutelare sé stesso e il club da eventuali ritorsioni del cartello Galindo.

Miguel Galindo gioca intanto una partita su due fronti. Da un lato pensa a ripulire i soldi del Cartello con degli investimenti mirati, avendo già fatto leva sul sindaco, mentre dall’altro attende notizie dalla piccola spia che ha piazzato fra le fila dei ribelli.

Proprio mentre tutto sembra essere fermo in una fase di stallo Miguel riceve una richiesta di riscatto per il figlio… lo scambio andrà tutt’altro che liscio…

EZ, Angel e Coco nel frattempo devono fare i conti con i guai combinati da Leticia, la figlia di quest’ultimo, mentre riviviamo, attraverso dei flashback, le vicende passate di EZ legate all’omicidio della madre. Anche il passato di Felipe inizia a venire a galla con una apparente, e sconvolgente, connessione proprio con Los Olvidados.

Alla fine dell’episodio quindi i Los Olvidados sembreranno avere una marcia in più rispetto al Cartello, Ez e Angel iniziano a capire di essere sorvegliati dal club e all’orizzonte si staglia un nuovo, seppur famigliare, nemico.

Gato/Mis è un episodio tutt’altro che facile da seguire e che fa leva sull’intreccio delle vicende con una regia impegnata a non dare punti di riferimento allo spettatore pur lasciando intravedere i collegamenti fra le varie vicende.

Il ritmo è apparentemente blando, imitando, di fatto, la calma apparente che regna nel triangolo composto da Cartello, Ribelli e Club in cui a fine episodio inizia a prendere piede “l’elemento di disturbo” rappresentato dall’FBI il cui coinvolgimento è, ormai palesemente, legato a doppio-filo con il passato di Felipe.

Anche se a fine episodio la sensazione è quella che le carte in tavola davvero siano cambiate, e stiano per cambiare in maniera tanto repentina quanto drammatica, come spesso accaduto nell’arco della prima stagione, si ha anche la sensazione che manchi quel pizzico di “cattiveria” in più che permetta di far decollare la serie. Ad esempio è ben riuscito il twist con protagonista Miguel Galindo ma il resto dei personaggi rimane, ancora, appena abbozzato non permettendo alla spettatore quello stesso investimento emotivo rispetto alla sempre presente serie madre Sons of Anarchy la cui ombra si allunga prepotente a fine episodio.

Un episodio coraggioso e non facile che prosegue il buon momento della serie ma le criticità restano e showrunner e sceneggiatori non paiono, per il momento, voler porvi rimedio.

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