In un complesso incrocio di confronti, Mayans MC compie il giro di boa di questa prima stagione forte di un rinnovo per una seconda.

L’episodio della scorsa settimana di Mayans MC – la nostra recensione QUI – si era concluso in maniera drammatica sia per il club che per Emily e il Cartello Galindo.

I primi avevano scoperto, con raccapriccio, che il nuovo “attore” che aveva iniziato a minare la loro egemonia nei traffici illeciti era tutt’altro che un dilettante sterminando la famiglia di suprematisti bianchi grazie alla quale avevano iniziato a mettere piede sul territorio.

I secondi invece avevano architettato un piano per screditare agli occhi della popolazione i ribelli degli Los Olvidados ma, come accaduto in passato, i metodi del Cartello sono tutt’altro che “raffinati” e Emily aveva avuto la peggio letteralmente schiacciata dalla folla inferocita e spaventata.

L’episodio di questa settimana, intitolato Uch/Opossum, riparte dalle conseguenze di questi due avvenimenti.

Angel riceve una visita da Cole – il nuovo misterioso “attore” – con il quale stringe un pericolosissimo accordo che va ben oltre il semplice traffico di stupefacenti mentre EZ visita Emily all’ospedale, mossa poco accorta, che attira le ire di Miguel Galindo.

Quando Angel e EZ si recano dall’altro lato del confine per ritirare il loro “pacco” troveranno una spiacevole sorpresa nella forma di un corrotto comandante della Policia Estatal, mentre Alvarez inizia a fare sempre più pressione affinché venga scoperto chi è il traditore fra le fila del charter del sud della California dei Mayans.

Infine scopriremo la verità identità di Felipe Reyes con inaspettate ramificazioni.

Giro di boa per la prima stagione di Mayans MC e, come facilmente intuibile, questo quinto episodio è anche il migliore, dopo il pilot, finora.

Regia e sceneggiatura infatti giocano sapientemente con una tensione crescente che pervade in tutto l’episodio in uno strano “gioco delle coppie” in cui dominano ovviamente EZ e Emily, ma anche Angel e Adelita, Felipe e il suo passato e il club e i suoi “traditori”.

Uch/Opossum gioca quindi sullo scontro e sulla dualità e lo fa avvicinandosi, mai come in questo episodio, ai momenti migliori della serie madre Sons of Anarchy: c’è finalmente quel senso di “pericolosità” durante tutto l’episodio e di ineluttabilità circa il destino dei personaggi che intrecciano le loro storie finalmente in maniera convincente.

Certo siamo ancora lontani da qualcosa di davvero coinvolgente.

La sceneggiatura si appoggia, giustamente, sul lato più emozionale dei personaggi ma il plot di fatto non avanza di un millimetro rispetto alle scorse settimane. La serie sembra essere bloccata in un limbo la cui unica novità è rappresentata dal personaggio di Cole e dalla rivelazione sul passato di Felipe, riusciranno gli showrunner a renderli organici rispetto al filone narrativo principale?

L’impressione è quella che proprio gli showrunner non abbiano mai davvero voluto affondare il colpo imbastendo tutto molto bene ma senza avere davvero bene in mente quale direzione prendere. Ed è sicuramente questo l’auspicio per la seconda metà di stagione cioè che il ritmo aumenti e si inizino a delineare meglio personaggi e vicende aumentando così anche il grado di coinvolgimento degli spettatori.

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