Torna la mente contorta di Jason Shiga con la saga vincitrice dei premi Eisner e Ignatz

Jimmy Yee è a prima vista il classico prototipo dell’americano medio, ma con una particolarità non da poco: il nostro protagonista in realtà non può morire, nemmeno se è lui stesso a volerlo. Jimmy infatti è un demone e, ogni volta che il suo corpo è irrimediabilmente danneggiato, la sua essenza si sposta nel corpo della persona viva a lui più vicina. Nei numeri precedenti abbiamo anche conosciuto il detective Hunter, che voleva reclutarlo nella propria agenzia, ma Jimmy riesce a fuggire. In seguito facciamo anche la conoscenza della figlia di Jimmy, il suo unico affetto.

Jimmy può dunque godersi la sua immortalità a base di lusso e piacere; ma, dopo 250 anni, la noia inizia ad insinuarsi nei pensieri del nostro demone. Per fortuna una vecchia conoscenza del passato torna a perseguitare il protagonista di questa storia e non esiterà ad usare ogni mezzo lecito o meno (non prendiamoci in giro, solo non lecito) per poter mettere le mani su Jimmy.

Demon è un fumetto molto particolare, che a dirla tutta dopo alcune pagine ti lascia parecchio sconvolto.

Da un lato c’è una assoluta mancanza di morale: cosa che è normale per gli antagonisti dei fumetti, ma che qui si estende a tutti i personaggi, soprattutto Jimmy (e anche sua figlia): gli unici interesse e preoccupazione di Jimmy sembrano infatti essere la figlia e non si cura di quello che gli sta intorno (ma suppongo che dopo 250 anni che frequenti l’umanità la cosa possa essere più che comprensibile); ecco dunque che in realtà non esiste differenza tra i personaggi buoni o cattivi, in quanto entrambi mossi solo dai propri desideri da realizzare (come avrete letto, del resto, anche Hunter è un demone e quindi è forse normale che abbia gli stessi difetti di Jimmy).

Altra caratteristica particolare del fumetto è la costruzione della trama, particolarmente complessa e mai banale, costruita secondo schemi precisi dall’autore, che, è bene ricordarlo, è anche laureato in matematica pura e non disdegna nelle sue opere interessanti forme strutturali basate proprio su questa materia. Altro punto a favore è che non esistono momenti morti, ma anzi il ritmo è sempre alto e anche nei momenti di pausa si percepisce che qualcosa sta per accadere (d’altra parte con un personaggio come Jimmy qualcosa deve accadere per forza…).

Inutile dire poi che i personaggi sono perfettamente caratterizzati e anche apprezzabili nella loro essenza.

Il lato meno convenzionale è invece la violenza, che tuttavia si sposa con uno stile che a prima vista parrebbe molto semplificato, ma che in realtà dimostra una grande padronanza del medium, che si vede anche nella costruzione delle tavole, che vedono le diverse vignette disposte diversamente in base alla necessità (scene dinamiche o meno).

Sconsiglio comunque di cominciare la lettura da questo terzo volume, in quanto la pagina riassuntiva non è decisamente sufficiente a dare una idea chiara di cosa sia avvenuto nei volumi precedenti.

Il volume conferma la cura che Coconino Press-Fandango riserva alle opere da questa pubblicate con un volume brossurato ben stampato e con una grafica accattivante.

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