Shipwreck di Warren Ellis & Phil Hester | Recensione

Pubblicato il 26 Settembre 2018 alle 15:00

saldaPress propone Shipwreck, graphic novel targato Aftershock Comics, in cui Warren Ellis torna alla fantascienza più lisergica e dai toni quasi lovercraftiani.

Attingendo dall’ottimo catalogo Aftershock Comics, saldaPress propone Shipwreck graphic novel firmato da due veterani e nomi di assoluta garanzia ovvero il mitico Warren Ellis – di cui saldaPress pubblica altre due serie ovvero Trees e Injection – coadiuvato ai disegni da Phil Hester (Freccia Verde).

Il dottor Jonathan Shipwright, è l’unico superstite di un naufragio molto insolito e misterioso, non sa dove si trova. Apparentemente intrappolato su una strada senza fine, è alla ricerca di un sabotatore che detiene la chiave della sua salvezza.

Lungo la strada, in un carosello sempre più sinistro e claustrofobico, incontrerà alcuni bizzarri personaggi interessati non solo a conoscere la sua storia ma soprattutto di appropriarsi della tecnologia che l’ha fatto naufragare. Lentamente ma inesorabilmente inizieremo a scoprire di che natura era la spedizione del dottor Shipwright e la più larga cospirazione che l’ha suo malgrado coinvolto.

Ma il viaggio del protagonista sarà anche interiore con le motivazioni della spedizione che inizieranno a mescolarsi con le sue e con dubbi stessi sulla sua esistenza e su quelli del suo mondo e di ciò che lo circonda.

La decisione finale del dottor Shipwright però non porterà gli effetti sperati, ritrovandosi, forse, ancora una volta naufrago.

«Se con la vostra arte, amatissimo padre, avete sollevato quest’urlo dalle onde selvagge, ora calmatele. Sembra che l’aria voglia rovesciare fetida pece, ma che il mare, alzandosi fino al volto del cielo, ne attenui il fuoco.» (Miranda, Atto I. Scena II. – La tempesta di William Shakespeare)

Questi, fra i versi più famosi de La Tempesta di Shakespeare, possono inquadrare quasi alla perfezione il tono di questo graphic novel con cui Warren Ellis ritorna ad un certo tipo di fantascienza lisergica, disturbante e cospirazionistica.

Shipwreck è una storia strana – weird sarebbe il termine più adatto e corretto – che parte ovviamente in media res, essendo un naufragio non poteva essere altrimenti, e ci catapulta in uno strano nuovo mondo che rievoca atmosfere lovercraftiane e lynchiane in una storia che sembra quasi un horror inizialmente per poi virare bruscamente su tematiche più “classiche” per l’autore britannico ovvero la fantascienza in una narrazione a ritroso che diventa sempre labirintica.

Improvvisamente poi Ellis muta lo status del suo protagonista: il dottor Shipwright da vittima degli eventi ne diventa il motore. La condizione stessa del naufragio allora diventa condizione esistenziale: lo scienziato è un uomo pauroso, la missione è nata dalle ceneri del timore atavico della fine della vita, il luogo dove giunge è un luogo “morto” eppure deve essere difeso.

Ellis usa quindi, come da sua tradizione, il canovaccio della fantascienza per raccontarci la fragilità della condizione umana, le sue ataviche debolezze in una storia complicata per nulla lineare ma che si farà apprezzare da chi ama atmosfere decompresse e lisergiche.

In tal senso il lavoro alle matite di Phil Hester è davvero encomiabile. Il suo stile spigoloso trova compiutezza in una costruzione tavola mai lineare che gioca con l’idea di dare senso e togliere senso alle immagine sia attraverso la tecnica dell’inserto sia attraverso un uso “concreto” del chiaroscuro che fa da contraltare alle palette acide e psichdeliche, quasi settantiane, di Mark Englert il cui lavoro è puntuale e estremamente fine.

Dal punto di vista carto-tecnico il volume cartonato è, come sempre, di pregevole fattura grazie anche all’ottimo adattamento.

Se siete già fan di Warren Ellis non esitate ad acquistare questo volume, per tutti gli altri se cercate una storia fuori dai classici stilemi Shipwreck fa assolutamente per voi.

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