Preacher 3×08: “The Tom/Brady” | Recensione

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In vista della sua conclusione, la terza stagione della dissacrante serie AMC regala ai fan un episodio divertente e toccante.

Un predicatore, un vampiro e una ex ladra si mettono alla ricerca di Dio.

Non è l’inizio di una barzelletta ma la premessa di Preacher, l’iconoclasta serie televisiva creata da AMC e sviluppata da Seth Rogen ed Evan Golberg: arrivata (quasi) al termine della sua terza stagione, Preacher si sta divertendo (e sta divertendo) ad allestire la fine del mondo, con le nuove improbabili coppie di personaggi impegnate ad impedirla.

Le nuove dinamiche costituite da Jesse ed Herr Starr da una parte e Tulip e Lara Featherstone dall’altra funzionano molto bene, con i due protagonisti costretti a collaborare con i loro avversari per contrastare una minaccia ben più grave. Uno dei vantaggi nel mescolare in questo modo i personaggi è quello di creare non solo entusiasmo nello spettatore, ma soprattutto nuove dinamiche narrative finora inesplorate: con Starr e Jesse, la chimica è ovvia (dire che non si amano sarebbe un eufemismo, e metterli insieme è una mossa vincente sia sulla carta che nella pratica); del rapporto fra Tulip e Featherstone invece avevamo già visto qualche sviluppo nella scorsa stagione, e vederle collaborare sul serio in questo episodio è stato un bel richiamo ai sotterfugi e agli inganni che l’anno scorso avevano sconvolto ancor di più la già lacerata emotività della protagonista.

La storyline delle due ragazzacce, inoltre, permette un interessante ed intelligente ribaltamento sulla questione attualissima delle molestie sessuali sul luogo di lavoro. Ma è divertente vedere come le due donne cerchino disperatamente di mantenere un velo di professionalità fra un bisticcio e l’altro: la situazione è grave e l’unico modo per sventarla è collaborare, ma il profondo odio che le separa è sempre lì, e quando torna a manifestarsi è davvero esilarante.

Terza dinamica è quella fra Cassidy ed Eccario, anche se qui accade l’esatto contrario, c’è una divisione piuttosto che un’unione, perché il loro rapporto finora non è stato costruito su una pragmatica necessità (come gli altri di cui abbiamo parlato sopra) ma su delle menzogne. E quelle menzogne potrebbero ben presto essere rivelate.

L’episodio, nel suo complesso, è un gran miglioramento rispetto a quello della settimana scorsa, che seppur divertente mostrava notevoli difetti di ritmo. The Tom/Brady, invece, oltre a rappresentare un divertente gioco di parole sul celebre giocatore dell’NFL, sostituisce i problemi del precedente episodio con momenti toccanti e ben scritti. La sceneggiatura, di Mary Laws e Kevin Rosen, segue le tre storyline dei protagonisti, suddividendosi in modo molto uniforme tra i tre gruppi.  tre grafici funzionano bene insieme e l’episodio è suddiviso in modo abbastanza uniforme tra tutti e tre i gruppi.

E a dispetto di molta meno azione, lo stile visivo del regista Wayne Yip è comunque fortemente riconoscibile. Menzione a parte, poi, per la scena dell’ascensore, costruita in maniera impeccabile: sappiamo già che Jesse riuscirà a spuntarla, ma Yip sviluppa la narrazione all’interno dell’azione con un’enfasi davvero azzeccata. E ben fatta anche quella in stile Ocean’s Eleven nella scena della rapina ad Osaka.

Dopo aver capito che tredici episodi sono francamente troppi per una stagione, Preacher è tornata al formato delle dieci puntate con cui era stata plasmata la prima stagione, e la mossa sembra essere stata di quelle vincenti. Aspettiamo di vedere gli ultimi due episodi, ma ad oggi questa terza stagione potrebbe qualificarsi come la migliore della serie.

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