Mister Miracle Vol. 1 di Tom King & Mitch Gerads | Recensione

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Volete leggere una delle proposte fumettistiche più inventive e sperimentali degli ultimi tempi? Allora non perdete Mister Miracle! Il visionario Tom King presenta la sua interpretazione di un classico eroe di Jack Kirby, assistito dall’estro grafico di Mitch Gerads!

A mio avviso, oggi gli autori del comicdom più importanti in assoluto sono Jeff Lemire e Tom King. Quest’ultimo ci ha donato opere dirompenti del calibro di Omega Men, The Vision e Sheriff of Babylon e si sta attualmente occupando di Batman, ideando trame di grande livello. Non si tratta, quindi, di un autore qualsiasi. E’ infatti in grado di narrare vicende noir, fantascientifiche e supereroiche in maniera personale, senza rinunciare alla sperimentazione.

Ve ne potrete rendere conto leggendo lo straordinario primo volume di Mister Miracle, serie che ripropone un celebre eroe DC ideato da Jack Kirby negli anni settanta. Scott Free, l’artista della fuga, fu collocato nell’ambito dell’acclamata Saga del Quarto Mondo. Scott era figlio dell’Altopadre, cresciuto, però, dal malvagio Darkseid su Apokolips. Giunto sulla terra, prendeva il posto di Mister Miracle, un uomo che eseguiva spettacoli in cui cercava di sfuggire da trappole di vario tipo.

Scott rimaneva poi coinvolto nella guerra tra i Nuovi Dei e Darkseid, in compagnia della bella e aggressiva moglie Big Barda, e in seguito apparve in diversi albi DC fino a diventare membro della Justice League International. Tocca ora a Tom King il non facile compito di presentare il personaggio in un contesto contemporaneo. E ci riesce in modo egregio, delineando una trama complessa, cupa, angosciosa e matura, perfetta per un albo Vertigo.

Scott vive sulla terra insieme a Big Barda ma non è in buone condizioni. Si intuisce che deve essergli accaduto qualcosa di spiacevole. Forse uno dei suoi spettacoli non è andato a buon fine o magari ha persino provato a togliersi la vita. Il suo equilibrio psichico, peraltro, non è dei migliori. Perché, per esempio, crede di vedere il suo amico Oberon, in realtà defunto? Perché è ossessionato da Darkseid? E quest’ultimo dove si trova? E’ vivo o è morto? E per quale motivo Orion, divenuto Altopadre di Nuova Genesi, pare avere pessime intenzioni nei suoi confronti?

King costruisce un intricato puzzle narrativo, affrontando temi filosofici. Le battaglie tra Mister Miracle e i suoi avversari si alternano a sofisticate riflessioni sulla vita e sulla morte, sulla realtà e sull’illusione, con una profondità che di rado si riscontra nei fumetti mainstream. A volte King si diverte a usare frasi e concetti ripetuti che evidenziano l’oppressione psicologica che tormenta il personaggio. Il suo supereroe non è invincibile e onnipotente; è anzi fallibile, in precarie condizioni psichiche, nonché confuso.

L’atmosfera è claustrofobica, degna di un film di David Lynch, e l’autore inserisce pure un intrigante elemento mystery, relativo all’enigmatica presenza/assenza di Darkseid e alle macchinazioni di Orion. Ciò che più colpisce è il fatto che King riesca a riproporre creature kirbyane come Big Barda, Metron, Forager, Lightray e Nonnina Cara, presentandocele come esseri sfaccettati e inclassificabili, senza stravolgerne le caratteristiche originali. Non rientrano nella risaputa dicotomia buoni/cattivi. In loro prevale l’ambiguità morale e alcuni di essi, come la perfida Nonnina Cara, risultano comunque non privi di una propria umanità, benché contorta. Non mancano, infine, tematiche religiose e la storia, in fondo, potrebbe ruotare intorno a un unico sconcertante quesito: è possibile vedere il volto di Dio?

Se la sceneggiatura è di livello qualitativo elevato, si può dire altrettanto dei disegni dell’ottimo Mitch Gerads che aveva già lavorato con King in Sheriff of Babylon. Il penciler imposta buona parte delle tavole in stile Watchmen, con una griglia di nove vignette. Le inquadrature dalle dimensioni anguste contribuiscono a trasmettere il senso opprimente di claustrofobia della trama e vale specialmente per le sequenze ambientate nella piccola abitazione di Scott e Barda. Le matite sono dense e sporche, grazie alle chine dello stesso Gerads che conferiscono loro concretezza e profondità. Sono poi molto interessanti i primi piani dei personaggi che servono a raffigurare gli stati d’animo estremi di Scott e compagni.

Gerads si è altresì occupato dei colori. In alcuni casi, opta per sfumature ombrose, molto suggestive, adatte alle pagine riguardanti il paesaggio desolato di Apokolips e quello freddo e asettico di Nuova Genesi. In altre occasioni, si concede invece toni più vividi. Insomma, Mister Miracle è imperdibile e se volete leggere un fumetto di supereroi davvero diverso dal consueto, non potete trascurarlo. Quest’opera è la conferma definitiva del talento di Tom King.

 

 

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