Chiaroscuro – La Vita di Leonardo Da Vinci | Recensione

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Arriva un intrigante volume Vertigo sulla vita di Leonardo Da Vinci! Ma non si tratta del solito racconto, come ci spiegano Pat McGreal e David Rawson, assistiti dalle matite del penciler di Animal Man, Chas Truog.

Quando Karen Berger diede vita alla divisione editoriale Vertigo della DC, si concentrò su testate già esistenti, tutte più o meno caratterizzate da atmosfere horror e fantasy e scritte in prevalenza da autori inglesi.

In seguito, però, incominciò ad ampliare le proposte, dando vita a serie e miniserie che non avevano nulla a che spartire con i supereroi. L’importante era sperimentare e i lettori ebbero modo di scoprire opere che affrontavano svariati generi narrativi e che a volte erano inclassificabili.

Chiaroscuro appartiene proprio a questo genere di prodotti. Fu una delle prime testate a uscire con il marchio Vertigo e durò dieci numeri. Scritta da Pat McGreal e David Rawson era decisamente anomala, almeno per l’epoca. Non aveva infatti a che fare con tematiche esoteriche e occulte, come era lecito aspettarsi da un albo Vertigo, ma con la vita di Leonardo Da Vinci.

Tuttavia, non si tratta della biografia canonica di uno dei più grandi artisti mai esistiti. Gli eventi vengono visti, infatti, dall’ottica dell’autentico protagonista della serie, il giovane Salaì, un bellissimo ragazzo che ammalia Leonardo con il suo fascino. Se è per questo, pochi sono in grado di resistere alle sue arti di seduzione e ciò vale per uomini e donne indistintamente. Salaì si concede a chiunque sia in grado di fare i suoi interessi. E’ una persona cinica, sovente spietata, segnata da un’infanzia difficile e disposta a tutto pur di sopravvivere.

Salaì è però consapevole del talento di Leonardo, lo ammira e sa che non potrà mai stare al suo livello. E’ condannato a essere un parassita e a rimanere sempre all’ombra del maestro. Da un lato, vuole il suo amore; dall’altro lo disprezza, in parte perché è invidioso di lui, in parte perché il celebrato artista non ha il coraggio di venire a patti con il suo orientamento sessuale. Da questa consapevolezza nasce in Salaì un rancore profondo che lo spingerà a compiere atti discutibili. Diventa, con le sue macchinazioni, responsabile di tanti eventi che toccano nel profondo l’anima di Leonardo.

McGreal e Rawson descrivono con accuratezza il periodo storico in cui visse Leonardo, giocando con personaggi realmente esistiti come Michelangelo, Verrocchio, i Medici, i Borgia e così via, ed evidenziando l’animo spesso meschino di artisti in competizione tra loro. La trama è ricca di intrighi, complotti e colpi di scena e la sceneggiatura si compone di due narrazioni intrecciate. La prima è di Salaì che esprime tutto l’astio che prova per Leonardo. La seconda è dello stesso Da Vinci e in questo caso gli autori mimano il linguaggio arcaico dei suoi diari.

L’effetto è piacevole e coinvolgente. I disegni sono di Chas Truog che molti ricorderanno per essere stato il penciler dell’acclamata run di Animal Man di Grant Morrison. Bisogna essere onesti e ammettere che Chas non è mai stato un virtuoso della matita, a causa del suo stile grezzo e legnoso. Se la rappresentazione degli sfondi, dei paesaggi urbani, delle maestose abitazioni dei regnanti è accurata, non si può affermare altrettanto per le figure umane, troppo standardizzate e poco accattivanti, per giunta compromesse da qualche incertezza anatomica.

Le chine di Rafael Kayanan, dense e corpose, rendono in ogni caso accettabile il lavoro di Truog. Chiaroscuro non può certamente essere messo sullo stesso piano di tante pietre miliari della Vertigo ma è un lavoro diverso che potrà piacere agli estimatori dell’arte e agli amanti dei fumetti a tematica storica. Da provare.

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