Amazing Spider-Man 699: inizia la fase Legacy di Spectacular Spider-Man | Recensione

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J.Jonah Jameson e Spider-Man a cena insieme, per un’intervista dai risvolti inaspettati! Nel frattempo la Lama Grigia bracca Peter Parker per trovare sua sorella, in possesso d’informazioni segrete di vitale importanza! Chiude l’albo lo Scarlet Spider di Peter David, alle prese con la Morte in persona!!!

Nata nel 1976 come seconda serie regolare da affiancare all’ammiraglia The Amazing Spider-Man, Peter Parker: The Spectacular Spider-Man fu interrotta prima nel 1998, dopo ben 264 numeri, per poi tornare nel 2003 grazie allo scrittore britannico Paul Jenkins, che però terminò la sua corsa nel 2005, dopo soli 27 numeri.

Nel 2017 si decide di “rivitalizzare” la serie, affidandola nelle mani del giovane e promettente Chip Zdarsky, reduce da un’acclamata run su Howard il Papero, dove aveva dimostrato la sua vena ironica e brillante. I primi numeri di Spectacular però non sono ineccepibili e dimostrano che Zdarsky ha ancora bisogno di ambientarsi e prendere confidenza con il personaggio.

Le gag e le battute infatti risultano spesso un po’ forzate, come se l’autore dovesse dimostrare a tutti i costi di essere divertente, e anche il ritmo delle storie ne risente, risultando un po’ altalenante. Ma arrivati al sesto numero e alla successiva fase targata Legacy si capisce che Zdarsky stava solo scaldando i motori in attesa di partire con l’acceleratore schiacciato.

Dopo un preambolo molto particolare, in cui vediamo il nostro Tessiragnatele e il burbero J. Jonah Jameson condividere una cena, la trama parte in quarta mostrandoci una spietata caccia all’uomo operata da una costola dello SHIELD, chiamata Lama Grigia, nei confronti di Peter Parker e della sua presunta sorella Teresa Durand, in possesso di dati sensibili riguardanti supereroi e supercriminali.

Lo scrittore stavolta riduce al minimo le battute e punta tutto sull’azione, tenendo il lettore incollato dall’inizio alla fine, e inserisce nella trama presenze illustri come Pantera Nera, oltre a vecchie conoscenze quali l’Avvoltoio, Shocker e Whiplash. Il tutto per spianare la strada verso l’exploit del numero 300, che coinciderà con il 700 del nostro quindicinale.

Vale la pena però soffermarsi anche sul faccia a faccia tra Spidey e il suo acerrimo rivale Jameson, che sin dagli esordi come vigilante del Ragnetto lo ha preso di mira e ostacolato in tutti i modi, sovvenzionando addirittura robot micidiali come gli Ammazzaragni e supercriminali come lo Scorpione.

Il motivo di tanto astio nei confronti del Tessiragnatele non è mai stato troppo chiaro, ma Zdarsky in questo confronto prova a fornire un suo punto di vista, intavolando una discussione molto serrata e accesa, che metterà a nudo fragilità e debolezze di entrambi, ma soprattutto dell’irascibile ex direttore del Daily Bugle, del quale verrà fuori un lato inedito, o comunque poche volte messo in luce.

A differenza degli sproloqui spesso inutili di autori come Bendis, Zdarsky riesce a scrivere dialoghi diretti e asciutti, che centrano subito il punto, senza troppi giri di parole. Il risultato è quindi un confronto molto intenso, che si concluderà con un colpo di scena inaspettato che rimetterà in discussione il rapporto tra i due e lo ridefinirà in maniera sostanziale.

Graficamente questo incontro è stato reso dall’autore ospite Michael Walsh, che ha un tratto molto grezzo e impreciso, che omaggia in più occasioni lo stile anni Sessanta di Steve Ditko. Il disegnatore regolare è invece un nome decisamente più di spicco come Adam Kubert, a dire il vero un po’ sottotono in questa serie, con tavole spesso poco curate e frettolose nell’esecuzione, ma le inchiostrazioni di Juan Frigeri presenti in questo numero conferiscono maggior cura e precisione al tratto di Kubert, sacrificando però il suo tipico tratteggio a ridosso delle ombreggiature.

Chiude l’albo lo Scarlet Spider di Peter David, un personaggio sicuramente molto particolare e sui generis, reduce dal suo fallimento nella saga Il complotto del clone, che l’ha segnato sia emotivamente che fisicamente. Adesso Ben Reilly è in cerca di redenzione e di un posto nel mondo, ma la sua visione della vita cinica e disincantata verrà messa seriamente in discussione dall’incontro con la Morte, nelle sembianze di un personaggio molto caro all’autore come Marlo Chandler, un’affascinante rossa in passato anche moglie di Rick Jones.

David è sempre abile nel raccontare character fuori dagli schemi, mescolando con sapienza dramma e ironia, senza mai prendersi troppo sul serio. Non era facile creare una trama attorno a un personaggio così complicato, un tempo molto amato e poi passato al “lato oscuro”, per poi tornare sui suoi passi, non senza difficoltà.

Di certo non ci troviamo di fronte al classico eroe senza macchia e senza paura, ma siamo in un territorio di confine dove David può sguazzare e divertirsi alla grande, dando libero sfogo alla sua creatività, per cui possiamo aspettarci sviluppi interessanti da questa serie.

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